
DEBORAH DIRANI, VERTIGINI. UNA STORIA ACROBATICA (PIEMME, PP. 176, EURO 22). L’alpinismo applicato all’edilizia. Quella di “Acrobatica” è una storia di impresa, ma anche di amore. La racconta la giornalista Deborah Dirani in “Vertigini”, ripercorrendo le tappe del gruppo che ha trasformato arrampicate e cordate in una tecnica per restaurare, pulire e recuperare palazzi ed edifici storici inaccessibili come le pareti di una montagna. Tutto comincia per caso, una sera d’estate del 1994, quando Riccardo Iovino, allora giovane skipper, si cala da un tetto con una fune per aiutare un amico che vuol riparare una grondaia. Riccardo non ha idea di come si faccia: sa usare le funi, certo, ma il suo elemento è l’acqua, non l’aria. Eppure decide di provarci. Da questo tentativo, folle e improvvisato, nasce una visione: l’edilizia su fune, l’edilizia di “Acrobatica”, l’azienda fondata da Iovino e ora guidata da Anna Marras, sua compagna di vita e d’impresa. Nata in un piccolo garage, “Acrobatica” è diventato un gruppo oggi quotato in Borsa, che occupa oltre tremila persone in Europa e Medio Oriente. In questo libro, che ripercorre i trentadue anni di vita dell’azienda, la storia dell’impresa corre parallela a quella d’amore fra Riccardo e Anna. Le vicende del gruppo intrecciano l’avventura di un uomo e di una donna che insieme hanno deciso di costruire qualcosa di inedito e a suo modo rivoluzionario. E capace di sopravvivere a tutto: ai guai, agli agguati, ai tradimenti e perfino alle disgrazie. Come la scomparsa di Riccardo, nel 2023, a 58 anni.