
Pordenone punta a diventare riferimento nazionale per la cultura della parità entro il 2027, nel percorso verso Pordenone Capitale italiana della cultura.
L’intenzione, infatti, è di consolidare il ruolo della città nella comunicazione e nel contrasto agli stereotipi, basandosi sulla Carta di Pordenone, protocollo sulla rappresentazione di genere nei media del 2015 promosso dal Comune, dall’Ordine dei giornalisti Fvg e da Assostampa.
Per il 2026-2027 sono previste iniziative nazionali e nuove collaborazioni, mettendo in rete istituzioni, professionisti, associazioni e cittadini; nel 2027 Pordenone ospiterà il Festival della Parità con Anci.
La prima azione è una rilevazione affidata a Ires Fvg per raccogliere i punti di vista degli aderenti sui cambiamenti nella comunicazione e individuare possibili miglioramenti della Carta rispetto a quando è stata promulgata.
Il primo appuntamento pubblico è domenica 13 settembre al Teatro Verdi: ci sarà la consegna dell’Airone di Carta e la premiazione 2026 a Giulia giornaliste, l’associazione nazionale delle giornaliste professioniste e pubbliciste impegnata nella lotta agli stereotipi, alle discriminazioni e ai “soffitti di cristallo” nel mondo dell’informazione e promotrice, tra le altre iniziative, della rassegna Sui Generis; la serata includerà un concerto di Marina Rei.
Nel 2027 il programma comprenderà incontri su temi come il ruolo del mondo maschile nella parità, i linguaggi digitali e le sfide dell’intelligenza artificiale. Il percorso si concluderà con la mostra “Una vita da scienziata”, ideata da Fondazione Bracco e ospitata al Museo civico di Storia naturale Silvia Zenari, con i ritratti del fotografo Gerald Bruneau dedicati alle scienziate italiane del progetto #100esperte.