
Oltre a premiare il meglio del giornalismo a stelle e strisce i Pulitzer ogni anno assegnano riconoscimenti per le arti. Quest’anno il premio per la narrativa e’ andato a Daniel Kraus, uno scrittore con una lunga storia di sperimentazione nei generi e nel linguaggio, per Angel Down, un racconto ambientato nella Prima guerra mondiale che si sviluppa nell’arco di circa 300 pagine in un’unica lunga frase.
Liberation, di Bess Wohl, uno sguardo retrospettivo sui gruppi di autocoscienza femminista degli anni Settanta, ha ricevuto il premio per il teatro. Tra i vincitori annunciati dal comitato del Pulitzer alla Columbia University figurano anche due libri radicati nella storia delle origini del Paese. We the People: A History of the U.S. Constitution di Jill Lepore ha vinto nella categoria della saggistica storica, mentre Pride and Pleasure: The Schuyler Sisters in an Age of Revolution di Amanda Vaill si è aggiudicato il premio per la biografia. Things in Nature Merely Grow, di Yiyun Li, il racconto in prima persona del suicidio dei due figli, è stato premiato nella categoria memoir-autobiografia.
Kraus e’ famoso anche per le collaborazioni con George Romero e Guillermo del Toro, quest’ultimo che ha lavorato con lui al romanzo che ha ispirato al film quattro volte premio Oscar La Forma dell’Acqua. 50 anni del Michigan, il romanziere ha scritto finora 22 opere di fiction che mescolano horror, fantasy e narrativa storica con una forte sperimentazione stilistica. In Angel Down cinque soldati della prima guerra mondiale in missione per porre fine alle sofferenze di un commilitone, trovano invece un angelo ferito. Devono proteggerlo dagli orrori della guerra, ma i loro stessi demoni interiori minacciano di distruggerli. Nel corso degli anni Kraus ha ricevuto numerosi premi, tra cui il Bram Stoker Award per l’horror, ma non aveva mai immaginato di vincere un Pulitzer. Quando ieri gli sono arrivati una pioggia di messaggi, lo scrittore ha temuto di essersi in qualche modo cacciato nei guai.
I Pulitzer sono stati assegnati anche a testate giornaliste molte delle quali premiate per le inchieste al vetriolo sull’amministrazione Trump. Prima della proclamazione, l’amministratrice Marjorie Miller ha ribadito il sostegno “pieno” al Primo Emendamento e alla libertà di stampa, denunciando restrizioni all’accesso dei media alla Casa Bianca e al Pentagono e le cause miliardarie avviate dal presidente contro aziende editoriali. Tre premi sono andati al al New York Times, in particolare per un’inchiesta sui conflitti di interesse dell’amministrazione Trump, mentre la Reuters e’ stata premiata per aver messo in luce le vendette politiche del presidente attraverso il Dipartimento della Giustizia e il Washington Post ha vinto per il servizio pubblico per una serie di articoli sui tagli dell’apparato federale attraverso il servizio Doge guidato da Elon Musk.