Ultime recensioni

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  • La scatola del tè
     5 su 5

    Mi è piaciuto. Scritto bene, l'autore sa come coinvolgerti, ti tira dentro la storia, ti fa sentire subito partecipe dei diversi punti di vista. Poi li abbandona strada facendo e comprendi che il vero protagonista è Leandro. Una scelta non da poco, visto che molti parteggiavano per il Commissario Corba. Leggendo escono poi gli intrighi internazionali e capisci che non è un giallo classico, ma un thriller alla Dan Brown, per capirci. Solo ambientato tutto in giro per il Friuli-Venezia Giulia. Splendida regione, anche se la conosco poco, ma dalle descrizioni sembra di correre in auto di notte con lui sotto la neve, mentre non si capisce bene chi, fino alla fine lo insegue. Ecco, il finale l'ho capito dopo. Nel senso che ho capito che non ha voluto rivelare tutto, ma che devi mettere insieme i pezzi, però è un po' più impegnativo dei soliti gialli che leggi. Apprezzabile che non ci siano parolacce o troppo scene inadatte a un pubblico giovane, infatti lo sta leggendo mia sorella. Giuliano Pellizzari scrive un bel romanzo, ma mi aspetto che ne nasca una saga di tanti libri e racconti e film. Dentro è pieno di storie.

  • Riscrivi le pagine della tua vita. Tutti gli strumenti per scoprirti, capirti e volerti bene
     5 su 5

    Un libro che mi ha incuriosito molto, essendo amante della lettura e di questi argomenti ho deciso di farmi un regalo. E come sempre la consegna è stata eccellente e super veloce e il pacco era perfetto! Ancora non l'ho letto, ma credo proprio di aver fatto un ottimo acquisto!

  • L'esame di abilitazione alla professione di agronomo. Manuale per la preparazione all'esame di Stato e per l'esercizio della professione
     5 su 5

    Testo di facile lettura, utile alla preparazione all'esame di abilitazione alla professione di agronomo, affronta la materia ordinistica e professionale in modo organico. Utile l'allegato con le norme professionali in ordine cronologico.

  • Pattini d'argento
     5 su 5

    Un grande classico della letteratura per ragazzi, un romanzo della scrittrice statunitense Mary Mapes Dodge, pubblicato per la prima volta nel 1865. I protagonisti della narrazione sono Hans e Gretel Brinker, due ragazzi che vivono nei Paesi Bassi nella prima metà dell’Ottocento. Hans è un ragazzo di quindici anni, povero, ma buono e onesto. Gretel è sua sorella. Sognano di poter partecipare ad una prestigiosa corsa sui pattini da ghiaccio, il cui premio sono un paio di pattini d’argento. I due, peró, vivono nella miseria poiché il padre ha perso la memoria dopo aver battuto la testa e vive come in trance, addirittura con attacchi di violenza. La moglie e i figli si occupano di lui, ma sono malvisti e disprezzati dalla gente..... Leggi la mia recensione completa qui https://www.babelezon.com/pattini-dargento-di-mary-mapes-dodge/

  • Un'estate all'improvviso
     3 su 5

    Una lettura estiva, e come potrebbe non esserlo con un titolo così?!!! Una lettura gradevole, non impegnativa, ma con una trama, non sempre scontata, che ti coinvolge man mano che ti inoltri nella narrazione. Arrivi in fondo soddisfatto dal cammino che hai percorso. La sintassi è abbastanza scorrevole, ma si incontrano talvolta errori piuttosto evidenti…mancanza di un correttore di bozze?

  • Il caso Alaska Sanders
     5 su 5

    C’è poco da dire su questo libro, STUPENDO. Coinvolgente in ogni singolo capitolo, ti tiene sulle spine senza annoiarti un secondo, si legge tutto d’un fiato nonostante la mole del libro. Avrei letto altre 500 pagine. Dicker stai diventando il mio scrittore preferito.

  • A Presto Casimiro.
     4 su 5

    Introducendo il suo romanzo, Walter Minestrini afferma: “Se è vero che l’adolescente vive una sua esistenza particolare, in un mondo animato dal sorgere di certi ideali e, perché no?, di sogni, ed agitato da ben determinati problemi, è pur vero che egli si sente parte integrante del mondo degli adulti, partecipe delle loro azioni, e vuole essere tenuto in debita considerazione da quella società di cui fa parte. Ed ecco che il giovane avverte chiaramente come i problemi degli adulti che lo circondano saranno i suoi di domani, anzi talora sono i suoi stessi di oggi; egli è vittima di certe situazioni e beneficiario di altre…” “Chi ha dimestichezza con i giovani, con la loro vita, con i loro problemi, chi ha avuto o ha occasione di vivere quotidianamente in mezzo ad essi, di ascoltare i progetti, di conoscerne le perplessità, le remore, gli ideali, le delusioni, sa che in tutti, a qualsiasi ceto appartengano, vi sono componenti comuni che li caratterizzano; fra queste costituiscono un prezioso patrimonio il sentimento, la speranza e un senso della solidarietà spesso sconosciuto al mondo degli adulti”. Leggi la mia recensione completa qui: https://www.babelezon.com/a-presto-casimiro-di-walter-minestrini/

  • La commedia umana
     4 su 5

    William Saroyan nacque in California (USA) nel 1908 da una famiglia di origine armena, sfuggita ai massacri dei Turchi ed emigrata negli Stati Uniti. Quando il padre morì, William fu affidato ad un orfanatrofio, dove soffrì molto per i pregiudizi razziali dei compagni. In seguito, trovò lavoro in un allevamento di galline, vendette giornali per la strada e fece il fattorino del telegrafo. Nonostante le difficili condizioni in cui viveva, riuscì a coltivare la sua passione per la scrittura e con la prima raccolta di racconti ottenne un grandissimo successo, in America e in Europa. Lavorò quindi a Hollywood come sceneggiatore di film, divenne amico di attori famosi come Charlie Chaplin e Greta Garbo, fece vita mondana e venne considerato uno dei più grandi scrittori americani. Scrisse romanzi, racconti, testi teatrali e sceneggiature, tra cui LA COMMEDIA UMANA. Leggi la mia recensione completa qui: https://www.babelezon.com/la-commedia-umana-di-william-saroyan/

  • Giochi e risate
     5 su 5

    Pera ormai è bravissimo in questo campo. Le sue vignette e le sue freddure non sono mai banali! Questo libro è divertentissimo e lo consiglio a tutti!

  • Fabbricante di lacrime
     1 su 5

    Mi sono imbattuta in questa storia per pura casualità, incuriosita dal titolo. A tal proposito, per tutto il libro, per la questione del fabbricante di lacrime ho continuato a pensare che fosse un personaggio negativo, quando in realtà alla fine si scopre che non è così. Durante la storia, Nica persiste a dire che vede il fabbricante di lacrime come l’uomo nero e come quella persona che porta via i bambini se si comportano male. Talvolta mi è sembrata quasi una minaccia, soprattutto quando viene detto “non puoi mentire al fabbricante di lacrime”. Quindi non ho capito, alla fine, che tipo di personaggio sia in realtà e mi chiedo se sia voluto oppure no, perché se fosse la prima ipotesi allora la questione ha ancora meno senso. Per quanto riguarda il resto della trama, a mio modesto parere, lascia a desiderare su molte questioni. Primo: questioni di FONDAMENTALE importanza risolte in due righe, come ad esempio il processo al quale è stata sottoposta la prima tutrice dell’orfanotrofio accusata di abusi sui minori. A parte il fatto che non mi tornano delle cose su questa questione e che rimango dell’idea che sia impossibile che nessuno abbia mai scoperto gli abusi di questa presunta tutrice, soprattutto perché non penso fosse l’unica a lavorare in quel posto a quel tempo, non mi dilungo troppo su questo perché mi servirebbero due pagine. Secondo: personaggi né carne né pesce. Molti personaggi appaiono totalmente a caso senza un insegnamento vero e proprio o senza utilità ai fini della storia. Spariscono nel nulla tornando dieci capitoli dopo, oppure fanno da bella presenza e basta. Terzo: il termine dell’adozione di Rigel per amore di Nica, nel quale ha utilizzato la clausola della violenza con l’aiuto il sostegno di Anna è una cosa priva di senso e campata un po’ per aria. A prescindere dal fatto che per il tipo di personaggio di cui si tratta dovrebbe finire in un centro psichiatrico, utilizzando questa clausola lui dovrebbe finire anche in carcere. Senza considerare il fatto che la madre, Anna, ha dato falsa testimonianza, reato pure quello. Quarto: baci dati senza consenso, di cui uno dato a una persona priva di sensi. Questo è un abuso. Passando ai personaggi... Lionel: inutile, ma fondamentale sottolineare che sia un molestatore della protagonista che non è mai stato denunciato. Il fatto che abbia baciato Nica con la forza, trattenendola contro la sua volontà è una molestia vera e propria. Se non fosse arrivato Rigel, cosa sarebbe successo? Senza contare che la stalkera, la segue e la importuna in continuazione e nessuno dice mai nulla a riguardo. Nica: penso che sia il personaggio più stupido di cui io abbia mai letto, onestamente. Molte questioni mi fanno pensare che ci sono stati traumi di fondamentale importante di cui non viene mai parlato. Viene detto che Nica ha perso entrambi i genitori quando aveva cinque anni, ma il trauma subito non viene mai menzionato, forse un paio di volte a far tanto. Trattato superficialmente anche il fatto che per anni abbia subito degli abusi da parte di una tutrice. A parte il fatto del processo e che qualche volta venga menzionato il fatto che Nica è terrorizzata dalle cinture, non mi è sembrato che venisse affrontato come meritava. È un tipo di trauma così grande che unito al fatto che ha perso entrambi i genitori da bambina, dovrebbe renderla un personaggio che non concorda con come è stato delineato. Nica rasenta dei livelli di ingenuità che parecchie volte la fanno sembrare stupida a livelli imbarazzanti. Rigel: a mio parere è una scelta senza senso il fatto di volerlo narrare in terza persona. Editorialmente parlando è una scelta stilistica che non si fa MAI e non ha senso, che va aggiungersi al fatto che il suo punto di vista compare totalmente a caso al capitolo tredici. Per di più, i suoi punti di vista non sono nemmeno frequenti, lungo il corso della storia, ciò mi porta a confermare che non abbia senso e disturbi solamente la lettura, parecchio anche. La domanda che mi pongo è: perché una scelta di questo tipo? che senso avrebbe? Sembra una scelta fatta per semplificarsi la vita e non entrare pienamente nella testa del personaggio, ma dato il suo profilo psicologico probabilmente mi rifiuterei io stessa di farlo. Tralasciando il fatto per un buon 70% della storia sia praticamente muto e faccia cose alquanto discutibili, molte volte descritte come scene da film horror (ad esempio quando entra in casa sbattendo la porta d’ingresso dopo aver fatto a botte con Lionel), un altro punto che mi ha disturbata parecchio è il fatto che viene descritto come un personaggio misterioso e molto particolare, quando in realtà a mio modesto parere è solamente sociopatico. Rigel, facendo una scheda del personaggio, ha il profilo psicologico di una persona che soffre di disturbo antisociale di personalità. Non può esistere il fatto che lui dica di essere innamorato di Nica da quando aveva cinque anni, primo perché non ha senso e non è possibile, e secondo perché sarebbe la giustificazione ai suoi atti di bullismo e di violenza contro di lei. Rigel ha assistito, viene precisato anche alla fine del libro, a molti momenti in cui Nica viene rinchiusa dalla tutrice nello scantinato, picchiata e abusata, e nonostante sapesse ciò si comportava in ogni caso in modo violento. Non esiste nessuna giustificazione alla violenza nei suoi confronti, nemmeno la sua presunta malattia che, io personalmente, non ho capito. Non è sano il fatto che si senta la reincarnazione del male o un demone, solamente per questa patologia, della quale per giunta non viene detto espressamente il nome, per cui ho dedotto quale fosse tramite ricerche, se fosse stato schizofrenico cosa avrebbe fatto? “La mordeva con parole affilate sperando di potersi ricavare un posto tra i suoi pensieri, di farle un briciolo del male che lei faceva a lui ogni singolo giorno.” Facendo cosa esattamente gli faceva del male? Respirando? Questo sarebbe un personaggio da idolatrare? Da definire misterioso? A me sembra solamente che sia sociopatico e che dia insegnamenti negativi. Non è nemmeno possibile il fatto che Nica si innamori di lui in questo modo ossessivo dopo averlo odiato per metà libro (giustamente) per le violenze da lui subite, è assurdo e non credibile, tanto che mi ha fatto solamente sospettare che la sua sia una sottospecie di sindrome di stoccolma. Concludo dicendo che molte scene descritte non hanno senso, che sono state insultate e distrutte figure importantissime come medici, avvocati e psicologi, e per questo motivo ritengo che non sia un libro che possa dare insegnamenti positivi o trasmettere valori importanti a chi sta leggendo.

  • La città fra le nuvole
     5 su 5

    Che sorpresa! Mi aspettavo una bella storia… ma non così tanto! E’ un libro stupendo. Un inno alla potenza dei libri, all’amicizia, alla natura… un invito a cercare la bellezza anche dove sembra non esserci, e una volta trovata, a custodirla con cura, a non sciuparla, a proteggerla. Lettura stupenda!

  • Fabbricante di lacrime
     1 su 5

    Romanzo a mio parere adatto forse alle adolescenti, troppo stucchevole nella descrizione ripetuta e davvero esagerata della bellezza di "lui". Non mi è piaciuta la sua violenza nei confronti di ogni ragazzo che si avvicina alla protagonista. Non passa il messaggio che è un comportamento malato. Ecco il motivo del mio "forse" adatto alle ragazze. Raramente mi capita dei saltare le pagine, ma in questo libro ci sono delle parti talmente ripetitive che per arrivare alla fine non ho potuto fare altrimenti.

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