
FRANCESCO MUZZOPAPPA ‘LA CONTESSA VA IN CROCIERA’ (SOLFERINO PP 288 18,50 EURO -“Noi Dal Pozzo della Cisterna siamo tutti alla mano, amiamo il popolo. Io per prima cerco di stare il più possibile lontana dagli aristocratici”: sembra più uno slogan ideale che una realtà quello che enuncia la contessa Maria Vittoria dalle stanze ovattate della sua residenza nel cuore di Torino dove è alle prese con una serie di problemi finanziari che le faranno accettare incautamente un viaggio per mare, ovviamente con un ruolo promozionale da Vip.
Comincia così ‘La contessa va in crociera’ di Francesco Muzzopappa che torna in libreria con una nuova avventura della sua protagonista più amata, l’algida, sarcastica e decisamente snob nobildonna sabauda che già per colpa di una crisi economica si era ridotta in ‘Affari di famiglia’ a mangiare Gocciole e pessimo gelato del discount. Anche oggi vive nell’incubo di non potersi più permettere le sue amate frolle di pasticceria senza contare che non paga da mesi il fido maggiordomo Orlando. Così, su suggerimento della sua commercialista e consulente legale Anna, attuale ex fidanzata del figlio ma che lei spera ancora che diventi sua nuora, accetta di partecipare a una crociera, in veste di ospite vezzeggiata e pagata lautamente, assieme al suo decorativo ma poco brillante figlio Emanuele.
Basterà quello che per lei è un indubbio sacrificio a tenere a bada i creditori? Non puo’ neanche portarsi dietro il maggiordomo perchè Orlando soffre il mal di mare. In questo romanzo dal tocco ironico i dubbi della contessa sono vari ma tutte le preoccupazioni impallidiscono di fronte all’ombra del naufragio, che, inutile dire, la contessa Maria Vittoria Dal Pozzo della Cisterna affronterà con la sua tempra di ferro.
Dispersa su un’isola deserta con un gruppetto variegato di naufraghi non tarderà a scoprire aspetti sconosciuti di amici, come la tre volte vedova di titolati contessa Lucrezia, e parenti: è il caso del figlio Emanuele a cui lei attribuisce tre neuroni di conto ma che si rivela una figura fondamentale per l’agognata salvezza. Nonchè per la fuga dall’incubo di pasti a base di biscotti industriali e gelato low cost.