
CLARA SERENI, CASALINGHITUDINE (LA TARTARUGA, PP 256, EURO 20) A ottant’anni dalla nascita di Clara Sereni, avvenuta il 28 agosto 1946 a Roma, torna in libreria in una nuova edizione l’ormai introvabile ‘Casalinghitudine’, il libro-manifesto che ha ispirato più generazioni di donne.
Nella nuova edizione, a cura e con uno scritto di Benedetta Centovalli, che sarà in libreria il 28 agosto per La Tartaruga, con la presentazione dell’autrice e una nota di Claudia Durastanti, si riscopre la voce unica della giornalista, scrittrice e traduttrice, morta nel 2018, che con questa originale autobiografia ha raccontato con coraggio la disabilità, la maternità complessa e il valore della cura.
Con questo libro per la prima volta nella nostra letteratura le ricette di cucina sono entrate in un’opera accompagnando il trascorrere dei decenni: dagli anni Sessanta agli Ottanta.
La cura del cibo evoca antichi rimedi: la minestra dei Sette Grani accompagna la maternità, il Sessantotto è anche una pasta e fagioli, un polpettone scandisce un difficile riconoscimento paterno e una frittata di zucchine è legata alla discussione tra il padre della scrittrice Emilio Sereni con Pietro Nenni, sulla spiaggia di Formia. “Perché nella mia vita costruita a tessere mal tagliate, nella mia vita a mosaico (come quella di tutti, e più delle donne) la casalinghitudine è anche un angolino caldo” diceva Clara Sereni.
Ricordi e riflessioni costituiscono il primo tempo dell’autobiografia al femminile della Sereni, della storia della sua illustre famiglia e della sua generazione. Un lungo successo legato anche alla felice invenzione del titolo, Casalinghitudine, entrato nei dizionari nonostante lo scetticismo di Natalia Ginzburg che lo pubblicò nel 1987.
Cresciuta sulla difficoltà prima di essere donna e poi madre davanti alla prova di un figlio disabile, Casalinghitudine è il lievito madre di tutta la scrittura di Clara Sereni. La paura, il trauma, il dolore, la disillusione riguardo alla convinzione che tutto si impara, si prepara, si ripara.