
Un’opera che intreccia il fascino del giallo letterario con la riflessione sul potere delle parole e sul loro significato nella società di oggi: è ‘Il libraio di via Po’, nuovo romanzo di Gianni Fontana recentemente pubblicato da Neos Edizioni (168 pagine, 17 euro).
Sotto i portici di Torino in una delle strade più centrali, una libreria diventa presidio culturale, osservatorio umano e teatro di piccoli enigmi. Sei misteri – sei racconti che possono essere letti anche come i capitoli di un’unica storia – sono guidati dalla figura del libraio Paolo Alibrandi, eccentrico custode di una libreria storica che incarna una forma di resistenza civile fondata sulla difesa della parola come strumento di conoscenza.
La Torino raccontata da Fontana è fatta di caffè storici e atmosfere sabaude che invitano a osservare oltre le apparenze.
“Al centro del libro – si legge nella prefazione di Stefano Tallia – emerge un tema profondamente attuale: il valore delle parole e la responsabilità del loro utilizzo. In un’epoca dominata dalla comunicazione rapida e spesso superficiale, Il libraio di via Po ricorda quanto sia necessario fermarsi ad ascoltare, interpretare e comprendere”.
Gianni Fontana, torinese classe 1951, laureato in Psicologia Sociale, ha insegnato italiano agli stranieri e maturato una lunga esperienza nel giornalismo e nella comunicazione. È stato redattore di riviste, coordinatore editoriale di settimanali dell’area torinese e direttore di periodici locali. Nel 2006 ha vinto il concorso ‘Parole in corsa’ organizzato dal Gruppo Trasporti Torinesi con il racconto ‘Andata e ritorno’. Nel corso degli anni ha pubblicato racconti e romanzi.