
La serie “Il museo dell’Innocenza”, tratta dall’omonimo romanzo del premio Nobel per la letteratura turco Orhan Pamuk, sarà trasmessa su Netflix a partire da domani. Ambientata a Istanbul tra gli anni ’70 e gli anni ’80, la serie racconta la travagliata storia d’amore tra il giovane Kemal, figlio di una delle famiglie più ricche della città, e Fusun, una lontana parente, che appartiene al ceto più povero della città sul Bosforo. “Il romanzo è quello che definirei una storia d’amore. L’unica differenza rispetto alle normali storie d’amore è che questo romanzo non mette l’amore su un piedistallo e dice: che cosa meravigliosa. Anzi, lo tratta come qualcosa che accade a tutti noi, o alla maggior parte di noi, come un incidente stradale”, ha detto all’ANSA Pamuk, aggiungendo di sentirsi molto soddisfatto per come è stata realizzata la serie, una produzione turca diretta da Zeynep Gunay, per cui ha seguito personalmente la stesura della sceneggiatura, per essere sicuro che il risultato finale non fosse troppo diverso dal libro. Nella serie, Kemal sviluppa una sorta di ossessione per Fusun e colleziona tutti gli oggetti che in qualche modo riguardano il loro rapporto, anche migliaia di mozziconi di sigarette fumate dall’amata durante i loro incontri. Questi oggetti trovano spazio in un museo vero e proprio, ideato da Pamuk già mentre scriveva il libro e aperto a Istanbul dal 2012. Uno spazio visitato da migliaia di turchi e turisti ogni anno, che amplia e dialoga con il romanzo mentre nello stesso tempo offre l’opportunità di potere ammirare oggetti che definiscono quello che era Istanbul tra gli anni ’70 e ’80.