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Pubblicado da Collezionista di News in 10 Luglio 2026
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    La coscienza ambientale “non è abbastanza forte. Noi crediamo che questi temi fondamentali per il nostro mondo, che riguardano la sopravvivenza, la capacità del pianeta di rimanere stabile, siano di interesse comune, in realtà non lo sono. La quantità di persone che sono interessate in maniera significativa a questi temi è molto bassa”. Lo dice all’ANSA Stefano Mancuso, biologo, saggista, docente di Arboricoltura generale e coltivazioni arboree all’Università di Firenze, fondatore del Laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale. Lo scienziato e divulgatore è stato protagonista di un incontro sul suo ultimo saggio Il cantico della terra (Laterza) a Il Libro Possibile, festival sostenuto da Pirelli in corso a Polignano.

    “Lo vedo anche fra i miei studenti all’università: il numero di ragazzi che dovrebbero essere ancora di più coinvolti da questi temi è basso, il 15%, il 20%, non di più” sottolinea. “Noi dovremmo fare di tutto per far capire, senza allarmare, che bisogna cambiare in qualche maniera e che il cambiamento non porta, come viene normalmente detto, infelicità. Anzi al contrario, questo cambiamento se dovesse guidare a una maggiore sostenibilità della nostra specie, ci porterebbe ad avere una maggiore felicità”. Argomenti che percorrono anche Il cantico della terra in cui Mancuso, lasciandosi ispirare dal “Cantico delle creature” di san Francesco, fa diventare ciascuna strofa del testo lo spunto per raccontare come solo la cura del pianeta e degli esseri viventi permetteranno alla nostra specie di sopravvivere e come un uso assennato delle risorse consentirà alla vita di prosperare.

    Il biologo è reduce anche, nell’ultima stagione televisiva, dalla conduzione, insieme a Lillo Petrolo su Rai 3, de La pelle del mondo, viaggio dedicato alla vita sulla Terra, alla biosfera e al ruolo delle piante nel nostro futuro. Mancuso nelle sei puntate ha incontrato e dialogato sui vari temi con molti protagonisti del mondo della cultura, della scienza e dello spettacolo, fra i quali Caterina Balivo, il violoncellista Mario Brunello, Christian de Sica, Giovanni Storti, Serena Dandini, Alessandro Gassmann, Antonio Di Martino, Vinicio Capossela. Un racconto arricchito da alcuni ospiti fissi: Corrado Guzzanti nei panni di Vulvia con il suo Rieducational Channel; Maccio Capatonda con un Podcast sostenibile e Chiara Francini per narrare le storie di alberi straordinari. “È stata un’esperienza molto bella, divertente e istruttiva, credo anche che tutte le persone che hanno visto questo programma, o perlomeno, le tantissime che mi hanno scritto, lo abbiano trovato istruttivo – osserva -. È stata una maniera anche un po’ diversa di fare televisione, raccontando qualcosa in maniera un po’ più pacata, più approfondita. Io l’ho trovata un’esperienza molto utile e interessante, mi piacerebbe rifarla, ma vai a sapere se sarà possibile”. 
       

    — Fonte: RSS di ANSA
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