
L’amministrazione comunale di Santo Stefano Belbo (Cuneo) ha deliberato l’acquisto della casa natale di Cesare Pavese. L’edificio, residenza di campagna dei genitori dello scrittore, fu venduto nel 1916, poco dopo la morte del padre. Si trova al centro dei luoghi raccontati nel romanzo La luna e i falò, con la collina della Gaminella alle spalle e di fronte la collina del Salto, dove si può visitare la casa-bottega dell’amico Nuto. Dalla casa si vede anche Moncucco, la collina della poesia I mari del sud.
“La casa natale potrà essere recuperata e restaurata, ma soprattutto potrà essere trasformata in uno spazio museale capace di raccontare questi temi”, commenta la sindaca, Laura Capra. La casa natale si affiancherà alla Fondazione Cesare Pavese, al Museo di Nuto, all’ex chiesa dei santi Giacomo e Cristoforo, dove Pavese venne battezzato, e alla sua tomba, completando un sistema integrato di luoghi pavesiani.
“Custodire la casa natale di Pavese significa affermare che la memoria è una responsabilità condivisa – conclude la sindaca -. Significa offrire alle nuove generazioni e ai visitatori uno spazio in cui comprendere come le radici possano diventare racconto, e come da un piccolo paese delle Langhe possa nascere una voce capace di parlare al mondo”.