
“Perugia si candida a Capitale del libro 2028”. L’annuncio è stato fatto dalla sindaca Vittoria Ferdinandi a Palazzo dei Priori, in occasione di uno degli eventi finali di “Diritti alla Fonte”.
La manifestazione, quest’anno promossa dal Comune di Perugia con l’organizzazione di Jean Luc Bertoni, ancora una volta ha fatto presa su cittadini e visitatori. Nella domenica conclusiva dell’edizione 2026, ampliata a tre giorni, intorno alla Fontana Maggiore sono stati distribuiti migliaia di libri salvati dal macero, provenienti da case editrici che hanno donato titoli fuori catalogo, da altre che hanno cessato l’attività e disponevano di volumi rimasti in magazzino, da associazioni e cooperative sociali impegnate proprio nel recupero dei libri e, infine, da privati.
La sala dei Notari – ricorda l’Ente – ha poi ospitato il rinnovo del Patto locale per la lettura, considerato parte importanti delle politiche comunali di promozione.
In apertura, lo scrittore Antonio Pascale, moderato dal giornalista Guido Barlozzetti, è intervenuto sul tema “Dove vanno a finire i libri? Le storture dell’editoria italiana”, riflettendo proprio sulle questioni che portano così tanti volumi al macero. È seguita l’adesione al Patto per la lettura di nuove realtà, che così salgono a una trentina.
La sindaca ha anzitutto sottolineato il valore di Diritti alla Fonte. “Questa manifestazione – ha detto – ancora una volta ha contornato la Fontana Maggiore, uno degli elementi identitari fondamentali della nostra comunità, di libri destinati al macero. Così è stato possibile che questi volumi incontrassero in modo imprevedibile la cittadinanza. Allo stesso modo, la cultura deve tornare ad essere una dimensione attraversabile, orizzontale, rimessa alla dimensione della imprevedibilità e dell’incontro”.