
”Va assegnato il vitalizio Bacchelli a quella gran donna di Lea Melandri”, lo scrive Luigi Manconi che abbraccia la campagna “Dire grazie a Lea”, una raccolta di firme appena partita, e che ha raggiunto già tremila adesioni, per sostenere l’assegnazione a Lea Melandri del contributo economico a vita previsto dalla Legge Bacchelli a favore di personalità che si siano distinte per meriti eccezionali nel campo delle scienze, delle lettere, delle arti, dell’economia, del lavoro, dello sport e che versino in stato di particolare necessità.
”La proposta – continua Manconi – nasce dal desiderio di riconoscere pubblicamente il valore di una vita interamente dedicata al pensiero e alla pratica del femminismo. Lea Melandri ha attraversato e segnato in profondità la storia culturale e politica italiana: con la sua scrittura, il suo attivismo, il suo insegnamento, la sua riflessione sul corpo, sulla sessualità, sulla famiglia e l’infanzia, sulla violenza e sui rapporti tra i generi, ha contribuito a trasformare il modo in cui pensiamo oggi la libertà, il desiderio, la pedagogia e la relazione tra esperienza personale e dimensione pubblica.
Aderire alla campagna significa quindi dire grazie a Lea per tutto questo: per quello che ha fatto, per quello che ha scritto, per quello che continua a fare e rappresentare e per il modo in cui lo fa”. A ringraziare nei commenti è proprio lei, Lea Melandri: ”Grazie Luigi Manconi!”, una donna che, come si spiega nelle motivazioni della petizione ”ha dedicato la sua vita al movimento femminista, alla giustizia sociale, alla liberazione di donne e di uomini”.
I suoi testi teorici, spesso tradotti all’estero, sono oggi considerati manifesti del femminismo italiano e riferimenti imprescindibili nello studio dell’oppressione di genere. ”Il suo Come nasce il sogno d’amore è stato incluso tra i quindici libri più significativi del Novecento.
Le riviste che ha fondato — L’erba voglio, Lapis — rappresentano passaggi fondamentali nella riflessione femminile e nella pratica antiautoritaria della scuola. Ed è incensibile la quantità di collaborazioni, seminari, conferenze alle quali ha preso parte nel corso di un’attività pluridecennale”. Il vitalizio della legge Bacchelli per Melandri, che vive a Milano, non è solo un modo di dirle grazie ma soprattutto di aiutarla oggi che è ”anziana e indigente. Rischia di non avere i mezzi per curarsi”. Per i promotori ”sarebbe il dovuto riconoscimento materiale da parte della Repubblica nei confronti di una vita spesa per cause giuste e per un’opera che oggi è patrimonio della cultura italiana”.
Nata a Fusignano in una famiglia contadina il 4 marzo del 1941, dopo gli studi liceali vince il concorso di ammissione alla Scuola Normale Superiore di Pisa, che poi decide di abbandonare. Nel 1967 dopo la laurea in lettere all’Università di Bologna, si trasferisce a Milano dove vive ancora oggi e dove, nel 2012 le è stato assegnato l’Ambrogino d’oro.