Per gentile concessione di Piemme pubblichiamo in anteprima lo scambio di lettere del 7 maggio 2006 in cui Oriana Fallaci parla con Monsignor Fisichella degli avvocati che sta vedendo per le sue ultime volontà, tratto dal libro ‘La forza della passione’ che esce l’8 settembre per Piemme.
“Domenica 7 maggio 2006 Darling, sappi che domani, lunedì, vedo l’ennesimo avvocato.
Quello col quale credo che mi accorderò. Lo conosco. È un uomo perbene. Ed ha la saggezza nonché la preziosa esperienza dei vecchi. Su ciò che pensa ti informerò martedì. E qui mi fermo perché scrivere mi stanca tanto. Non ci vedo, devo battere piano piano, parola per parola. Ma una notizia che per me conta moltissimo voglio dartela lo stesso. L’albero alto e grosso ha incominciato a fiorire. I grappoli di petali bianchi e profumati si stanno formando. E sui rami più bassi, cioè su quelli che formano l’ombrello che copre il tavolo tondo, stanno addirittura sbocciando. Sicché non faccio che supplicarlo: «No, no, no! Troppo presto! Lui ancora non c’è! Se sbocci ora, non ti vede! Non ti annusa! Sotto l’ombrello bianco e profumato non ci mangia!» Come per il cactus del deserto californiano, infatti, la sua fioritura dura solo una settimana. Dopo i petali cadono come la neve e bisogna star sempre a spazzare.
Quella della Ballata Ps: mi hai appena chiamato. E mi son sentita subito meglio. Sei davvero una gran medicina. Però la storia delle tre uova mi ha sgomentato. Tre uova! Io ti avrei servito almeno il caviale”.
Risposta “Oriana Carissima, non so se riesco a sentirti questa sera; sono i giorni di riunione della CEI e le giornate si riempiono di appuntamenti, di impegni, di incontri e colloqui per cui arrivo a casa stanco e molto tardi… ritornano con forza le parole di Tennyson: there is no rest for me, Oriana! Ci tenevo molto, comunque, a mettere almeno per iscritto un piccolo saluto. Grazie per la tua lettera. Sei troppo buona con me e non credo di meritare tutti i complimenti che mi fai. Come ti ho detto più volte, le nostre strade si sono incontrate in maniera del tutto casuale e per nulla ricercate, ma io credo che Dio ha i suoi piani su te e su me e, quindi, questo incontro deve avere un senso e un significato. Quale sia è compito mio e tuo cercarlo ogni giorno e fare di tutto per viverlo con quella intensità e coerenza di cui siamo capaci. Ne va della vita! Mi spiace molto per come si sono messe le cose con la tua salute e, come ti ho detto, c’è molto egoismo in me nel non voler sentire che stai male. Vorrei, invece, che tu stessi ogni giorno meglio e capace di portare a compimento i progetti letterari che ritengo siano importantissimi. Non solo per te, ma per tutti noi e per la cultura che dobbiamo conservare, accrescere e finalizzare al meglio. E tu hai dato un colpo formidabile con i tuoi scritti e la tua genialità. Coraggio! Non perderti d’animo e fin che puoi, con tutte le forze che ti ritrovi, vai avanti, ché noi ti sosteniamo. Se dipendesse da me, inoltre, preferirei sentirti parlare più spesso di come terminare il romanzo piuttosto che di come sono andati i colloqui con i vari avvocati. In proposito, mi permetterai di scriverti qualcosa che non posso assolutamente dire al telefono. Questa mattina una persona fidata vicinissima ai servizi mi ha consigliato di suggerirti di essere estremamente prudente. Qui a Roma sono arrivate voci (e noi sappiamo che sono vere, ma loro non sanno che io so) che c’è un via vai di avvocati da casa tua. Dicono che tu vuoi fare di tutto per non pagare le tasse agli USA e che ci riuscirai tramite il Vaticano perché c’è Fisichella alle spalle. Come vedi sono voci stupide, ma stanno girando e obbligano alla prudenza.
Io temo che, tra le persone che hai incontrato, alcune, una volta uscite da te, hanno iniziato a parlare a vanvera soprattutto perché possono vantarsi di avere frequentato la tua casa. Posso solo dirti, ma non preoccuparti più di tanto, che si sta creando un certo subbuglio e le cose non sono più così riservate come tu ti sei sempre sforzata di fare. Sii prudente e sappi discernere con il tuo sesto senso di chi ti puoi fidare. Per tutto il resto, come ti ho ripetuto sempre, sappi che a me preme solo starti vicino solo ed esclusivamente per l’affetto che nutro per te e per l’amicizia che di giorno in giorno mi manifesti in maniera sempre più crescente, unitamente alla fiducia e confidenza che mi riempie di gioia e gratitudine.
Speriamo di vederci presto e programma la tua venuta in Italia per respirare un po’ di aria di casa… anche se qualcuno ti è ostile, tu cerca di guardare a chi ti vuole bene; sono molto, ma molto più numerosi di quanto alcuna stampa pensa. Ci sentiamo presto! Notte” X Rino 17.V.06 Pubblicato per Piemme da Mondadori Libri S.p.A.
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