
DAVID BOWIE. OLTRE LO SPAZIO E IL TEMPO DI PAUL MORLEY (HOEPLI, pp. 384, euro 22,90) Una perenne metamorfosi artistica e personale in un dialogo costante con il proprio tempo storico. Il libro di Paul Morley non è una semplice biografia, ma un viaggio dentro l’universo di un artista che ha riscritto le regole della musica, dell’arte e dell’identità. E che arriva a 10 anni dalla sua scomparsa avvenuta il 10 gennaio 2016, infatti uscirà il prossimo 9 gennaio.
Il libro è scritto dai uno dei dei biografi più autorevoli del rock che ha già raccontato le vite di icone come Bob Dylan, Joy Division e Grace Jones. E che a Bowie ha già dedicato nel 2025 The Age of Bowie (Simon & Schuster) ed è stato consulente per la mostra David Bowie Is al Vicroria & Albert Museum di Londra. La prefazione è a quattro mani, a cura di Manuel Agnelli e Paolo Fresu. Il primo ha portato in scena l’adattamento dell’opera teatrale Lazarus di Bowie, l’altro ha dedicato un tour in chiave jazz alle canzoni dell’artista inglese.
Dalla Londra effervescente degli anni ’60 alla Berlino sperimentale, dalla nascita di Ziggy Stardust al mistero del Duca Bianco, fino all’ultimo saluto cosmico di Blackstar: ogni tappa del libro rivela un Bowie diverso ma sempre un passo avanti al proprio tempo. E’ organizzato in capitoli che riflettono la natura duale dell’artista inglese (Fantasia e realtà, Sopravvivenza ed esistenza, Arte e morte, Est e Ovest, Caso e ordine).
Morley delinea il paesaggio culturale e sociale in cui Bowie si muove e ne racconta gi incontri, le ispirazioni, i timori anche attraverso estratti di interviste e analisi di performance e collaborazioni. Costruendo così una sorta di ‘playlist’ esistenziale, che va oltre le sue tante hit e mostra come l’artista inglese abbia saputo anticipare le estetiche ma anche le paure del ventunesimo secolo.