
(di Agnese Ferrara) MARINA MONTESANO, ‘ARS MAGICA, UNA STORIA IN 20 OGGETTI’ (Carocci editore, pag, 292, euro. 34,00 ) La bacchetta magica è uno dei simboli più comunemente associati alla magia con quella di Harry Potter tra le più note ma la realtà storica supera però in fantasia anche la letteratura e i film. La bacchetta magica rinvenuta in una tomba egizia, risalente al 1850-1640 a.C e conservata al Metropolitan museum of art di New York, assomiglia piuttosto ad un piccolo boomerang: è lunga circa 30 centimetri, maneggevole e leggera è fatta di zanna di ippopotamo ed è decorata di figure simboliche con lo scopo di proteggere da influssi maligni e rigenerare.
Inizia da qui il viaggio nel mondo dell’arte della magia antica attraverso 20 oggetti sorprendenti impiegati nei riti della storia umana descritti nel nuovo libro, ‘Ars magica, una storia in 20 oggetti’ di Marina Montesano, docente di storia medioevale all’Università degli Studi di Messina (Carocci editore).
Tra bacchette, talismani, libri dei morti, statuine trafitte da ben 13 aghi (come quella di donna in terracotta del 200-399 d.C. di provenienza egizia, conservata al museo del Louvre di Parigi) e poi ‘tintinnabuli’ (sonagli), fili di tessitrici rivelanti il destino, papiri, amuleti e talismani, maschere, pozioni, armi fatate, ‘tavolette amorose’ di attrazione o separazione, feticci e bambole vudù, dadi degli oracoli, libri di magia e perfino una scarpa contro gli spiriti maligni ritrovata murata in un pub di York, le pratiche magiche si svelano nel testo per sconfiggere il male, migliorare il destino, proteggere i vivi e i defunti.
“Nel volume esploro la magia attraverso i suoi strumenti usati per la loro capacità di raccontare rituali, credenze e pratiche trasversali a epoche e culture, – spiega Marina Montesano all’ANSA. – L’arte magica non è un sapere marginale ma una forma di conoscenza operativa in cui si intrecciano fede, tecnica e desiderio. Le sue pratiche naturalmente sono strettamente legate anche alle contro magie messe a punto per combatterle. Oggi il pensiero magico è però molto vivo e presente soprattutto nelle società occidentali con radici che affondano nel nostro passato anche se trasformato nei secoli. E’ difficile perfino scindere il pensiero simbolico della magia dalle pratiche religiose attraverso i differenti riti, seppure gli ambiti del magico siano considerati profondamente scissi dalle religioni e combattuti”.
E le pratiche tra le più comuni oggi, come la lettura delle carte o delle stelle, quindi l’oroscopo? “Come in passato, hanno lo scopo di rassicurare. Chi si rivolge al cartomante o all’astrologo, lo fa un po’ per gioco e un po’ perché ci crede perché ha bisogno di essere rassicurato, – risponde Montesano. – Si tratta di riti che aiutano ad orientarsi, tranquillizzanti.
Il bravo cartomante aiuta a fissare certezze che in realtà già si possiedono ma che vanno guardate più attentamente”.