
(di Lucia Magi) Ricordare, celebrare, resistere: il 25 aprile si festeggia anche nella New York del sindaco socialista Zohran Mamdani, dove un collettivo di expat italiani ha organizzato una giornata tematica sulla Resistenza.
“La prima urgenza era quella di far conoscere quel passaggio della nostra Storia: non sempre gli statunitensi lo conoscono.
Spesso si chiedono perché, per esempio, non festeggiamo la fine della Seconda guerra mondiale l’8 maggio come il resto d’Europa”, spiega all’ANSA Iuri Moscardi, dottore di ricerca in letterature comparate alla City University of New York (Cuny), giornalista e professore di letteratura italiana. Parla a nome del collettivo Liberazione, fondato insieme ad altri connazionali residenti nella Grande Mela, che hanno creato la prima edizione di questo festival e il sito Liberazione.day, una piattaforma online piena di foto, podcast, libri, film e articoli in inglese dedicati alla Resistenza.
“Ogni anno, l’Italia commemora la sua liberazione dal fascismo, ma la storia del 25 aprile non è solo italiana: è universale. Ovunque le persone si uniscano contro l’autoritarismo e si schierino insieme, lo stesso spirito è presente. New York, una città fatta di persone provenienti da ogni parte del mondo, è il posto giusto per tenere viva questa conversazione”, si legge nel manifesto che annuncia l’appuntamento a Williamsburg, nel cuore di Brooklyn.
Il programma si apre alle 17 con un incontro con Silvana Patriarca, docente di storia alla Fordham University, che illustrerà come la Resistenza sia stata il frutto di una comunità molto variegata composta da donne, stranieri e prigionieri. Interverrà anche Nadia Urbinati, politologa della Columbia University, che racconterà come piccoli nuclei partigiani siano riusciti dal basso a far cadere il fascismo e a gettare le basi della futura Costituzione repubblicana.
“Il coraggio di persone comuni che si oppongono all’oppressione rende attuale ed esemplare la nostra Storia”, commenta Moscardi.
In quest’ottica è nata anche la collaborazione con Made the Road, organizzazione a cui andranno i ricavati della serata: per il dj set successivo al talk è previsto un biglietto minimo di 15 dollari.
“Da 25 anni questa organizzazione offre supporto alle famiglie immigrate e negli ultimi mesi mantiene attiva una rete di protezione contro le retate dell’ICE – continua Moscardi – Ci ricordano che non dobbiamo mai dare per scontata la libertà e che difenderla è una responsabilità collettiva”.