
Il brutale assassinio di Anna Politkovskaja, avvenuto vent’anni, fa resta una ferita aperta.
Così come il dramma dell’Afghanistan sotto il giogo talebano: oggi alle ragazze è vietato studiare e migliaia di libri sono stati confiscati o bruciati dagli stessi cittadini per autodifesa. Da queste riflessioni nasce il fulcro ideale di un dibattito che si accenderà a pordenonelegge, dal 16 al 20 settembre, nella nuova Dissensio Arena, lo spazio dedicato alla libertà di parola e di scrittura.
A raccogliere l’eredità della cronista russa è la figlia, Vera Politkovskaja, che con il suo memoir ‘Una madre. La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja’, squarcerà il velo sul prezzo pagato da chi non si piega ai regimi. A dare corpo alla resistenza silenziosa delle donne afghane interverrà invece la regista esiliata Zainab Entezar con il volume ‘Fuorché il silenzio’. Mentre l’artista di origini afghane Moshtari Hilal nel suo saggio d’esordio presentato a pordenonelegge proverà a smontare la Bruttezza. “Con questa iniziativa – spiega il presidente di Fondazione Pordenonelegge.it, Michelangelo Agrusti – si vuole dare espressione e contenuti tangibili alla rinnovata denominazione di Festa del libro e della libertà, sottolineando il legame indissolubile tra scrittura, lettura e democrazia”.
La mappa della dissidenza ospitata nella Dissensio Arena si allarga all’Iran con lo scrittore naturalizzato olandese Kader Abdolah, che in prima nazionale presenta a pordenonelegge ‘Parla Zarathustra’ (Iperborea). E con la poetessa e attivista Bita Malakuti, i cui versi tradotti per la prima volta in Italia diventeranno un esplicito atto di protesta. L’autore cinese Liao Yiwu, già imprigionato in patria dopo aver denunciato il massacro di Tiananmen, scuote le coscienze con un saggio-denuncia sulla gestione pandemica a Wuhan, mentre lo scrittore turco-curdo Burhan Sönmez mette al centro del suo nuovo romanzo, ‘Gli amanti di Franz K’, la letteratura come baluardo di memoria contro l’oblio morale.