
Nasce Dissonanze, la nuova rivista online di Donzelli ad accesso libero e senza pubblicità, che ha scelto come propria prospettiva quella di “partire dai margini, invertire lo sguardo per capovolgere il punto di vista dal quale guardare alla realtà individuando zone d’ombra, proposte e soluzioni in un passaggio difficile come quello che stiamo attraversando”. Ogni numero propone, a fianco di articoli di analisi e commento, un focus monografico: il primo è ‘ricchi’.
“Si può aprire una nuova rivista mentre cresce il distacco tra informazione di qualità e formazione dell’opinione? È quanto ha deciso di fare un gruppo di intellettuali riuniti intorno alla casa editrice Donzelli, convinti che la tensione politica tra centri e margini permetta un nuovo sforzo di conoscenza per guardare ai problemi in modo non scontato, individuando proposte e soluzioni”, spiegano Filippo Barbera e Carmine Donzelli nell’editoriale che introduce al primo numero.
“Il rumore e la cattiva qualità della discussione pubblica – scrivono – coprono le poche voci critiche costruttive. Prevale chi urla più forte. E ciò si accompagna alla rarefazione, se non alla scomparsa, dei luoghi materiali e immateriali dove sia possibile riflettere in modo acceso, aperto, informato e ragionevole di un cambiamento allo stesso tempo radicale e realizzabile. Alla riflessione operosa e informata, organizzata attorno ai saperi e alle letture civili della realtà, manca una politica capace di ascoltare, elaborare e realizzare le migliori proposte sviluppate nel Paese. Non si vede, o stenta ad articolarsi, quel ‘territorio di pensiero e di azione’ dove la riflessione nutre la visione politica e viceversa. Senza farsi troppo condizionare dalla contingenza degli eventi e, anzi, attrezzandosi con una vista lunga radicata nella giustizia sociale, nell’idea di valore pubblico, nella centralità delle persone-nei-luoghi e nella pluralità delle voci che definiscono ciò che ha valore. Ricomporre i cocci, riempire i vuoti, ricostruire il quadro e i fili che connettono le indagini intellettuali alla coscienza civile e alla politica appare una impresa velleitaria, un troppo vasto programma. Pure, qualche mossa va fatta”, riflettono. “Occorre qualcosa che suoni, se non come la trama di un nuovo spartito, come una riflessione sulle ‘dissonanze’ a cui tendere l’orecchio, per lasciarsi scuotere e provare a uscire dall’inerzia”. Da qui l’idea di dar vita a una nuova rivista online che “chiami le donne e gli uomini della comunità intellettuale che nella casa editrice Donzelli si riconosce a uno sforzo di indagine comune: ripartire dai saperi civili, dalla esplorazione delle diversità dei mondi, dai punti di vista e dai bisogni dei margini”.
La rivista, che si è dotata di un Comitato di direzione collegiale, di un Comitato di redazione e di un Comitato di indirizzo, ha cominciato a programmare la sua attività per numeri mensili. Ogni numero conterrà una cospicua sezione monografica, intestata a una parola che fa problema e da una più breve sezione di articoli e interventi ‘liberi’. Per tutto l’anno 2026 l’accesso a Dissonanze sarà libero, “fatta salva la possibile – e assai gradita – sottoscrizione di contributi di sostegno volontari”.