
Riportare le spoglie di Dino Campana a Marradi, per custodire nel suo paese natale la figura di uno dei maggiori poeti italiani del Novecento. E’ la richiesta, inviata in una lettera, firmata simbolicamente lo scorso 20 agosto, nel genetliaco campaniano, dal sindaco di Marradi (Firenze) Tommaso Triberti, dal presidente della Fondazione ‘Marradi Cultura – Dino Campana’ Riccardo Nencini e dal presidente del Centro Studi Campaniani ‘Enrico Consolini’ Walter Scarpi e successivamente trasmessa al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, alla sindaca di Scandicci (Firenze) Claudia Sereni e al vescovo di Firenze monsignor Gherardo Gambelli.
“La permanenza delle spoglie di Campana nel luogo legato alla sua morte e alla sua degenza nell’ospedale psichiatrico di Castelpulci vicino a Badia a Settimo rischia, involontariamente, di perpetuare un’identificazione costante tra il poeta e la sua malattia, riconducendo uno dei più grandi poeti del Novecento negli spazi angusti della sua patologia”, si spiega in una nota.
L’iniziativa, come spiegano i firmatari, non vuole essere una controversia contro Scandicci, di cui peraltro si riconosce la cura e il valore della memoria custodita, ma un atto di giustizia culturale: restituire centralità alla sua opera e alla sua identità di poeta liberando la sua memoria dallo stigma della condizione clinica. “Più che alla storia della psichiatria, Dino Campana appartiene alla storia della poesia”, si legge in un passo della lettera.
Marradi è il luogo in cui il poeta è nato e cresciuto, ed è il paese in cui, nel 1914, prese vita la straordinaria vicenda editoriale dei Canti Orfici, stampati grazie a una colletta di 44 residenti. “È il luogo che ancora oggi – scrivono – conserva una parte fondamentale della sua memoria e che, attraverso il Centro Studi Campaniani, continua a studiare e divulgarne l’opera come testimoniano le recenti, importanti scoperte documentarie. Per questo riteniamo che il ritorno delle sue spoglie a Marradi avrebbe un significato profondo”.
Il Comune, la Fondazione e il Centro Studi si dichiarano fin da subito disponibili a confrontarsi con la Regione, il Comune di Scandicci e la diocesi per avviare un percorso rispettoso, condiviso e degno della grandezza immortale di Dino Campana.