
(di Agnese Ferrara) Per la prima volta Mafalda, la bambina dai capelli corvini e dallo sguardo lucido e disincantato creata dalla matita di Joaquin Salvador Lavado Tejòn – noto al mondo come Quino – e la Pimpa, la cagnolina che gioca in un mondo fantastico e gentile nata dalla mano di Francesco Tullio Altan, conosciuto come Altan, riunite in una mostra al via il 14 maggio all’Instituto Cervantes di Roma.
Le due eccezionali figure del fumetto internazionale si incontrano in 120 opere tra strisce e tavole originali esposte nelle due sale di piazza Navona. La mostra, che resterà aperta fino all’11 luglio, è realizzata da ARF! Festival e da Instituto Cervantes in collaborazione con Franco Cosimo Panini, Quipos srl e Caminito sas. “Parlare alle bambine e ai bambini per parlare agli adulti” è il sottotitolo dell’esposizione dove Mafalda e Pimpa si fronteggiano come due mondi diversi e complementari di guardare il mondo attraverso lo sguardo dell’infanzia.
“Vedere riunite le strip di Mafalda e le tavole de La Pimpa ha una doppia valenza, unendo due autori che hanno raccontato e raccontano il mondo anche ai grandi ed emerge una visione molto forte – sottolinea Daniele Bonom, curatore della mostra insieme a Stefano Piccoli. – Da una parte l’importanza di ripercorrere insieme la storia di due personaggi simbolo del nostro immaginario; dall’altra parte rivivere più di cinquant’anni della nostra storia attraverso gli sguardi, i segni e le parole di Quino e Altan, due grandi maestri del nostro tempo”. La mostra riesce a fare un confronto tra due poetiche opposte ma complementari: l’inquietudine critica di Mafalda e la fiducia affettiva di Pimpa: due modi diversi di usare la semplicità come forma di verità.
“Mafalda e Pimpa si trovano bene insieme perché sono due bei personaggi e con un bel carattere e se si potessero incontrare davvero oggi guarderebbero il mondo insieme preoccupandosi entrambe ognuna a modo suo e ognuna nel suo mondo, – spiega Altan all’ANSA in occasione dell’inaugurazione della mostra. – Mafalda è più presente nella realtà, mentre Pimpa vive più in un suo mondo legato all’infanzia e fatto di fantasia e gentilezza ma i due personaggi stanno benissimo insieme”.
Altan si è soffermato anche a parlare della situazione attuale delle vignette satiriche: “Non è semplice disegnarle oggi perché è questo un mondo dove non esistono più regole, non esiste più la verità. Siamo alla presunta verità in cui siamo tutti convinti che quello che sentiamo o leggiamo non si sa se è vero o no, per cui anche criticare questo mondo, proporre un punto di vista diverso è molto complicato. La politica italiana e mondiale è un minestrone universale e cattivo, siamo un mondo confuso, senza punti di riferimento e tutto viene giù. Le vignette sono al palo e ha meno senso proporle, ci si deve limitare a commentare quello che c’è ma senza esserne sicuri.
Sulla capacità di sollevare le coscienze con le vignette satiriche io ho perso fiducia, non incidono più come prima, scivolano sulla politica. Resta invece un ruolo consolatorio da parte di questo tipo di vignette per chi le guarda e trova ciò che avrebbe potuto pensare anche lui non sentendosi solo”.