
E’ un vero e proprio “omaggio ai maestri del giallo classico” il nuovo romanzo di Arturo Pérez-Reverte, lo scrittore di Cartagena (Spagna), ex reporter di guerra e oggi uno degli autori spagnoli più letti e tradotti al mondo, con oltre 27 milioni di copie vendute in 40 lingue e volumi come ‘Il club Dumas’, ‘La tavola fiamminga’, ‘Il maestro di scherma’.
L’ultimo lavoro ‘Il problema finale’ (Settecolori, pagine 352, prezzo 23 euro), presentato in anteprima in Italia oggi a Testo, la fiera dell’editoria contemporanea organizzata a Firenze da Pitti Immagine (aperta fino all’1 marzo), è ambientato nel 1960: in un piccolo, elegante hotel dell’isola di Utakos, davanti a Corfù, il maltempo ha trasformato i suoi nove ospiti in prigionieri, ma nulla lascia prevedere ciò che sta per avvenire.
Uno di loro, una riservata turista inglese, Edith Mander, viene infatti trovata morta nel capanno sulla spiaggia. Il mistero si nasconde dietro al più classico dei rompicapi: la porta chiusa dall’interno della stanza dove è stato ritrovato il cadavere. Tra sospetti e colpi di scena, Perez-Reverte ha raccontato che con questo volume ha voluto omaggiare i maestri del giallo classico, da Conan Doyle ad Agatha Christie.
Intanto oggi è stato annunciato anche che quest’anno arriverà una miniserie Netflix tratta da ‘Il problema finale’.
“Sono stati fatti nove o dieci film sui miei romanzi – ha detto lo scrittore – Ho imparato che l’autore deve rimanere lontano. Per questa serie ho visto una bella produzione, mi è piaciuto lo script”.