
(di Mauretta Capuano) La voce di Amelia Rosselli che risuona, a trent’anni dalla morte della grande poetessa, in una sala audio tutta nera. Gli ottant’anni del Premio Strega con al centro la figura di Maria Bellonci, l’installazione video Mechanical Kurds di Hito Steyerl, a cura di Alice Labor, presentata per la prima volta in Italia, su IA, lavoro digitale e conflitti geopolitici e la rassegna She Devil con 14 video sulla paura. Sono le quattro mostre che inaugurano la nuova stagione espositiva 2026 del Macro, il Museo d’Arte Contemporanea di Roma, dal 29 aprile al 30 agosto. “Apriamo a orizzonti più vasti, dopo il ciclo dedicato a Roma, senza dimenticare la città. E’ una stagione di donne, le protagoniste di questo primo ciclo sono tutte femminili” ha detto la direttrice artistica Cristiana Perrella.
‘Mechanical Kurds’ attraverso una costruzione che intreccia documentario e finzione, sviluppa la narrazione tra il campo profughi di Domiz, nel Kurdistan iracheno, e ambienti generativi, rivelando la precarietà di un’economia digitale fondata su sistemi estrattivi di risorse umane ed energetiche e inserendosi nel dibattito internazionale sulle nuove forme di produzione e controllo dell’immagine. “Il titolo rimanda al ‘Turco meccanico’, un automa del XVIII secolo dalle sembianze umane capace di battere a scacchi qualsiasi giocatore. Nel 2000 Amazon ha adottato il nome dell’automa per la sua piattaforma di crowdsourcing tra cui figura l’addestramento delle intelligenze artificiali. C’è una similitudine tra il Turco meccanico di allora e oggi” afferma Alice Labor.
Con il progetto ‘Amelia Rosselli, un canto nel suo spazio’ a cura di Andrea Cortellessa viene esposta una voce, quella potente della Rosselli, attraverso materiali sonori e documentari che rimandano anche alla formazione musicale della poetessa, con vari pezzi da trasmissioni Rai. L’anniversario degli ottant’anni del più ambito premio letterario italiano vengono celebrati nella mostra ‘Uno, cinque, dodici. Ottant’anni del Premio Strega’ a cura di Maria Luisa Frisa e Mario Lupano, che racconta l’aspetto più mondano e più intimo di un riconoscimento fortemente legato alla storia del nostro Paese.
Dal 1947 a oggi viene proposta una biblioteca ideale composta dagli oltre mille volumi selezionati dalla sua nascita. L’esposizione si sviluppa attraverso un nastro fotografico ininterrotto sul perimetro della sala e un contenitore -stanza con quattro diorama che riproducono lo studio Bellonci, il suo laboratorio creativo, mostrano opere, ritagli di giornale, dipinti e oggetti tra l’urna in cartone decorato di Mino Maccari.
La storica rassegna di videoarte tutta al femminile ‘She Devil’ ideata da Stefania Miscetti festeggia vent’anni di attività esplorando con 14 video il sentimento della paura.
“Sono opere da tutto il mondo con cui inauguriamo la nuova sala video del museo. È un sentimento – sottolinea Miscetti – che è cresciuto molto quello della paura e due video invitano a superarla”.