
(di Laura Valentini) LETIZIA MORATTI, ‘L’IMPORTANZA DI CREDERE NEI SOGNI’ (SOLFERINO, PP 224, 17,50 EURO) – L’infanzia, la formazione, l’amore della vita con l’incontro con Gian Marco Moratti, i figli, ma anche la fede e la fondazione della comunità di San Patrignano. Ma tra i tanti percorsi di vita, compresi i numerosi incarichi pubblici, nel libro autobiografico di Letizia Moratti ‘L’importanza di credere nei sogni’ c’è soprattutto l’Expo a Milano di cui lei è stata grande artefice: “è stata una vittoria della squadra italiana – glissa l’autrice nella presentazione romana – quando si fa squadra, quando tutti credono in qualcosa il risultato si vede”. E in effetti in quell’occasione l’Italia fece veramente squadra con Berlusconi, Prodi e D’Alema che si mossero con lo stesso obiettivo, portare in Italia l’Esposizione Universale. Moratti racconta anche un aneddoto che svela il clima di grande competizione che a un certo momento vide Milano fortemente contrapposta alla turca Smirne con una vera e propria caccia ai voti. “Avevamo organizzato ben quaranta bilaterali con rappresentanti di paesi africani cui partecipavano oltre me, Emma Bonino e Massimo D’Alema quando venimmo a sapere che il Presidente della Turchia Abdullah Gül aveva invitato i paesi a un bilaterale con lui: lo dicemmo a Prodi che ebbe l’idea di invitare lui stesso Gül che a quel punto non avrebbe potuto rifiutare..” e il pericolo di un rischioso testa a testa nei colloqui fu così sventato.
Presidente della Rai, poi ministra dell’Istruzione nel governo Berlusconi, quindi sindaca di Milano dal 2006 al 2011, Moratti nel libro ha voluto anche “far emergere le mie fragilità e debolezze, ho cercato – spiega – di dare il senso più vero della mia esperienza per condividere attraverso di essa quei valori nei quali io credo”. Tra questi il valore della dignità umana che reputa sia al centro dell’opera della comunità di San Patrignano: “Per me è anche stato difficile all’inizio, perché avevo i bambini piccoli e lavoravo dal lunedì e venerdì: a San Patrignano andavamo il sabato e la domenica e per me non era facile lasciarli” . Il percorso di volontariato, confessa, “l’ho iniziato per amore di Gian Marco, poi è diventato il senso della mia vita” che ora ha al centro “la famiglia e San Patrignano”. Non a caso per Giovanni Minoli il libro “è anche la storia di un grandissimo amore, tra Letizia e Gian Marco” Moratti; ma certo per l’autore e dirigente di viale Mazzini Moratti è stata soprattutto la presidente dell’azienda. “Quando arriva alla Rai l’atmosfera era contraria ma lei si è circondata di persone che conoscevano il proprio lavoro, poi comandava molto”, afferma sorridendo, basti pensare che “fece fuori tre direttori generali . Mi ha sostenuto nella realizzazione di Un posto al Sole ancora in onda su Raitre che realizzammo a Napoli e che è stato un grande successo”. Il filo conduttore di queste pagine secondo Gianni Letta, “è l’Expo che è il cuore del libro e della vita di Letizia , l’orizzonte è Milano mentre l’anima è il servizio al bene comune”, un tratto che l’autrice, conclude, “mette al centro dell’ultimo capitolo dal titolo ‘Felicità'”.