
Le guerre hanno per secoli plasmato e segnato profondamente l’Europa, ne hanno cambiato il paesaggio, le sue città, villaggi, borghi, e contribuito a creare, pur, tra morti e distruzioni, “quel melting pot chiamato “europei”‘.
In 250 pagine, Santangelo, riminese che ha al suo attivo altri volumi come L’Italia va alla guerra (Longanesi, 2017), Le due vite di Lucrezia Borgia (con Lia Celi, Utet, 2019) e Generali e battaglie della Linea Gotica, porta così il lettore attraverso un viaggio in mezza Europa e nel corso di 70 secoli di conflitti. Dal lungo Limes romano per difendersi dai barbari, alle torri sparse sulle coste del Mediterraneo contro i saraceni, passando per il ‘Grand Tour’ dell’armata di Napoleone, fino alle trincee della prima guerra mondiale per finire alla devastante guerra aerea dell’ultimo conflitto. Eventi che hanno lasciato tracce nella toponomastica, nell’arte, nel paesaggio e nella società e che ora, dopo lo straordinario periodo di pace di 80 anni, sono forse un po’ dimenticati oppure sono lo spunto per attrazioni turistiche come i bunker delle spiagge della Normandia.
In 250 pagine, Santangelo, riminese che ha al suo attivo altri volumi come L’Italia va alla guerra (Longanesi, 2017), Le due vite di Lucrezia Borgia (con Lia Celi, Utet, 2019) e Generali e battaglie della Linea Gotica, porta così il lettore attraverso un viaggio in mezza Europa e nel corso di 70 secoli di conflitti. Dal lungo Limes romano per difendersi dai barbari, alle torri sparse sulle coste del Mediterraneo contro i saraceni, passando per il ‘Grand Tour’ dell’armata di Napoleone, fino alle trincee della prima guerra mondiale per finire alla devastante guerra aerea dell’ultimo conflitto. Eventi che hanno lasciato tracce nella toponomastica, nell’arte, nel paesaggio e nella società e che ora, dopo lo straordinario periodo di pace di 80 anni, sono forse un po’ dimenticati oppure sono lo spunto per attrazioni turistiche come i bunker delle spiagge della Normandia.
“I due luoghi dove più si è combattuto al mondo sono la pianura belga e la pianura padana” rileva Santangelo ricordando i tanti eserciti che le hanno attraversate, conquistate, perse e riconquistate.
“Non esiste frazione, villaggio, vico o borgo europeo che nella sua storia non conti almeno un fatto d’armi e martiri da piangere” scrive l’autore, “Non c’è città, centro urbano, insediamento produttivo, convento o luogo di culto che per cause belliche non sia stato distrutto, o danneggiato, e poi ricostruito almeno una volta” rileva. E tuttavia “l’identità europea si forgia tanto nei momenti di conflitto quanto in quelli di riconciliazione. Le guerre non influenzano solo la politica e l’economia, ma anche l’arte, la letteratura e la filosofia. I conflitti ispirano opere creative e contestualmente reprimono le manifestazioni culturali”, ricorda lo scrittore.