
EMMA CORTESI, LA PORTINAIA DEL 17. I SEGRETI DEL VIEUX MOULIN (FAZI, PP. 160, EURO 17,00). La portinaia settantenne Berthe e il vecchio poliziotto in pensione Antoine Lefevre: sono la nuova coppia di investigatori che incontriamo nel primo titolo di una serie mystery ambientata a Parigi con cui la giovane Emma Cortesi debutta nella narrativa. Il libro, ‘La Portinaia del 17. I segreti del Vieux Moulin’, che esce il 23 giugno per Fazi editore nella collana Darkside, è un giallo condominiale con lo sguardo da Millennial.
Classe 2001, impegnata nel sociale per professione, con la passione fin da piccola per il giallo classico e per Agatha Christie, l’autrice che porta dentro di sé due terre diverse la Brianza e la Lunigiana, dove affondano le sue radici più profonde, vive a Parma e lavora negli istituti penitenziari della sua zona. Con ‘La Portinaia del 17’ dà vita a un’indagine porta a porta condotta a colpi di cortesia e di sagaci intuizioni.
Un cadavere viene trovato in un condominio di Rue des Saules, nel cuore di Montmartre. Quando una mattina, per la prima volta in vent’anni, Monsieur Gorin non ritira il suo giornale, la premurosa e attenta osservatrice Berthe sente odore di guai.
Accompagnata dal burbero e curioso ex commissario Antoine Lefevre, la portinaia si lancia in un’indagine domestica, tra tazze di tè, vecchi ricordi e vicini un po’ troppo silenziosi.
Le giornate sono scandite da piccole abitudini e buone maniere al Résidence du Vieux Moulin. La vita degli inquilini scorre lenta tra un pain au chocolat e due chiacchiere davanti a un caffè fumante. Non c’è nulla che Berthe, portinaia del civico 17, non sappia di loro, ma pochi dettagli fuori posto bastano a far sospettare che non tutto sia come sembra.
Decisa a seguire l’istinto Berthe, aiutata da Antoine Lefevre s’introduce nell’appartamento di Gorin. L’uomo viene trovato accasciato su una poltrona del salotto. Nessun segno d’effrazione né di violenza: tutto sembra suggerire una morte per cause naturali. Tuttavia, anche se non sembrano esserci indizi, Berthe e Lefevre capiscono sin da subito che le cose potrebbero essere andate diversamente e come due investigatori privati intraprendono un’indagine, tra vecchi teatri parigini e misteriose fotografie, salendo e scendendo le scale del Résidence du Vieux Moulin, un luogo che custodisce molti più segreti di quanto la stessa Berthe possa immaginare.