
Letteratura e arte, parole e colori, toni cromatici e suoni in un intreccio che svela un modo particolare di osservare la realtà e riflettere. Piero Dorazio pittore capace di rivelarsi anche narratore attento nel cogliere in un episodio apparentemente di poco conto l’ occasione di indagare su quante sfumature di blu, rosso e altre tinte ancora è possibile scoprire nel passaggio dalla notte all’alba, dall’oscurità alla luce. Accade in ”Kokkora, storia del gallo e della pazienza’, libro d’artista da lui interamente realizzato, pubblicato in edizione pregiata Erker/Aras a tiratura limitata di 247 copie a St. Gallen nel 1987 e oggi riproposto nella sua totalità da Maretti editore nell’impaginato originale e con le illustrazioni delle otto litografie originali firmate da Dorazio. Il libro (60 pagine, 20 euro) è uscito nei mesi scorsi e viene presentato a Roma il 18 febbraio dall’ editore Manfredi Nicolò Maretti e dalla curatrice Alexandra Zingone nella Galleria Futurism & Co, che per l’ occasione esporrà per alcune settimane due opere dell’ artista.
Una vacanza nel villaggio di Lindos nell’ isola greca di Rodi che un gallo rischia di rovinare con il suo canto ostinato per tutta la notte: la trama elementare nasconde il vero obiettivo dell’ autore, raccontare la scoperta di un mondo notturno pieno di colori. ”Accade all’ improvviso – scrive Dorazio – appena il cielo e il mare si immergono, uno nell’ altro, confondendosi come dentro un unico fondale di feltro, pronto per lo spettacolo della notte: perché qui la notte è uno spettacolo che comincia dopo il tramonto e finisce all’ alba. La luce del mare favorisce i cambi di scena”. All’ improvviso, il frastuono del chicchiricchì, ‘”come una orchestra di violini, clarinetti e fagotti” impegnati in una esecuzione dissonante rompe il silenzio, subito seguito dalla risposte di decine di ‘colleghi’ dalla collina di fronte e da tutti i cortili dell’ isola.
L’occhio costretto ai ripetuti risvegli nota le evoluzioni del blu, le trasparenze di colori diversi, l’orizzonte sul mare che ”fa da specchio ai colori cangianti, all’avvicendarsi di tutte quelle luci colorate senza forma definita”.
”Kókkora” è la realizzazione perfetta del libro d’ artista che è un inno al colore – annota la curatrice – lo stesso che, evocato dallo spazio narrativo vero e proprio, filtra identico nel suo doppio: le tavole litografiche che lo accompagnano e lo compongono, letteratura e arte in dialogo, incontro tra due modalità di espressione”. Il libro, osserva Alexandra Zingone, ”realizza e custodisce il rapporto di corrispondenza tra il linguaggio pittorico e il linguaggio verbale, il testo letterario… il senso di certe forme è la dimensione iniziale per andare oltre ‘vedere il mondo oltre le apparenze’, attraverso i sensi esplorare con la mente oltre il reale l’ immaginario”.