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Pubblicado da Collezionista di News in 6 Febbraio 2025
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    (di Alessandra Baldini) Diventa un libro il diario segreto di Joan Didion. Venticinque anni fa, intorno al suo 65/o compleanno, l’autrice di L’Anno del Pensiero Magico cominciò ad annotare dopo ogni visita dallo psichiatra riflessioni sulle sue battaglie contro l’alcol, la depressione, il rapporto difficile con la figlia adottiva Quintana, e sulla legacy che avrebbe lasciato dietro di sé. Raccolti in una cartella senza titolo indirizzata al marito, il giornalista e scrittore John Gregory Dunne, i 46 capitoletti, riscoperti tra le carte del suo appartamento di Manhattan, fotografano un anno di vita interiore della scrittrice morta 87enne nel 2021 a causa del morbo di Parkinson.
        Joan non aveva lasciato istruzioni su cosa fare del diario.
        Nessuno, tra amici e collaboratori, era a conoscenza della sua esistenza. L’agente Lynn Nesbit e le storiche editor, Shelley Wanger e Sharon DeLano, notarono che l’aveva stampato e archiviato in ordine cronologico, creando un racconto completo, più intimo e senza filtri di qualsiasi altra cosa avesse mai pubblicato da viva. Notes to John, che uscirà con Knopf in aprile, sta facendo discutere. La pubblicazione di appunti scritti dopo la terapia solleva interrogativi su quanto la stessa Joan avrebbe approvato il progetto.
        Gli originali saranno aperti al pubblico come parte degli archivi congiunti di Joan e John a partire dal 26 marzo alla New York Public Library. “È un resoconto commovente e profondo di una vita di feroce impegno intellettuale” e “un racconto senza veli di una scrittrice profondamente consapevole della propria immagine pubblica”, ha detto Jordan Pavlin di Knopf, secondo cui l’arte della Didion ha sempre tratto forza da ciò che rivela e da ciò che omette mentre “Notes to John è unico nella sua mancanza di omissioni”.
        Gli editor sostengono che, avendo organizzato e archiviato con cura i documenti in un armadietto accanto alla scrivania, Joan prevedeva che sarebbero stati accolti nei suoi archivi e letti dal pubblico e dagli studiosi.
        Non tutti sono d’accordo: la stessa Didion si era occasionalmente espressa contro l’impulso degli esecutori testamentari di dare alle stampe ogni rimasuglio inedito del lavoro di vip della letteratura: nel 1998 in un saggio sullo sfruttamento postumo della legacy di Ernest Hemingway, Joan l’aveva definito un tradimento: “Pensi che qualcosa sia pronto per la pubblicazione o no. Hemingway non lo pensava”.
        Due anni, fa d’altra parte, il mondo della Didion, dall’arte alla cucina, dai mobili agli occhiali da sole era finito all’asta per beneficenza. Didion, da viva, non si era mai tirata indietro nel rivelare, a volte con freddo distacco, il suo complicato mondo interiore parlando di problemi mentali quando era raro metterli in piazza. L’Anno del Pensiero Magico, che nel 2005 la rese internazionalmente famosa, è una riflessione su tragedie altamente personali tra cui la morte improvvisa del marito nel 2003. Era seguito un altro memoir, Blue Nights, sul lutto dopo la morte di Quintana nel 2005. Lì Joan aveva parlato delle sue ansie di madre, dell’età e del fatto che scrivere non le veniva più così facile come una volta, gli stessi temi di Notes to John.
       

    — Fonte: RSS di ANSA
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