
”La Grande Avventura. Da Ulisse a Corto Maltese, in viaggio con Hugo Pratt”: quattro mostre diffuse per omaggiare a Roma il maestro della letteratura disegnata. Un itinerario multiforme con documenti, foto, lettere e le riproduzioni delle tavole più famose dell’ artista per ripercorrere le avventure dei suoi personaggi, tra le quali spiccano quelle nei mari del Sud del marinaio romantico creato nel 1967 con ”Una ballata del mare salato”. A proporre fino al 5 ottobre questa full immersion sono il Festival della Letteratura di Viaggio, in corso a Villa Celimontana, e la società Cong Edizioni, che cura l’ eredità artistica di Pratt, nel quadro dei tributi programmati nel 2025 per il trentennale della morte del maestro e in vista del centenario della nascita nel 2027.
Nel Museo delle Museo delle civiltà, in piazza Guglielmo Marconi, la bussola punta verso Oceania, Africa e Americhe. Le tavole di Pratt sono accostate a maschere, scudi, tessuti, monili e abiti dalle collezioni etnografiche del museo: un confronto tra immaginazione e fonti materiali, che mette in luce quanto fosse accurata nel grande disegnatore la documentazione visiva. L’allestimento invita a riconoscere tracce, analogie, influenze reciproche, e include proiezioni video per ampliare la lettura delle opere per raccontare come Pratt osservava, selezionava e trasformava il reale in racconto. La Biblioteca Nazionale Centrale, in viale Castro Pretorio 105, presenta una mappa dei libri che hanno formato Pratt. Tra ritratti e citazioni scorrono London, Hesse, Monfreid, D’Annunzio, la poesia di Rimbaud, Kipling, Coleridge, Melville, Shakespeare(Sogno di una mattina di mezzo inverno) e gli autori americani come Fenimore Cooper e Kenneth Roberts: una piccola “biblioteca di bordo” che spiega da dove viene l’aria di libertà che muove Corto. Nella sede della Società Geografica Italiana, Palazzetto Mattei in via della Navicella 12, il viaggio si sviluppa sulle carte geografiche: le rotte reali e immaginarie di Pratt. Un focus collega Corto Maltese a Ulisse, “primo marinaio” disegnato da Pratt nella riduzione dell’Odissea (1963, Corriere dei Piccoli), per mostrare come mito e modernità convivano nel suo sguardo. Una sala è dedicata al Pacifico—dalla Ballata (1967) al ritorno contemporaneo con L’isola di ieri presentata nei giorni scorsi in anteprima al Festival della Letteratura di Viaggio. Al Ministero degli Esteri, in piazzale della Farnesina, infine, centinaia di carte d’archivio (relazioni, lettere, telegrammi, foto, appunti) provenienti dall’Archivio Storico Diplomatico del Ministero sull’Etiopia ai tempi di Hugo Pratt, ricostruiscono il contesto etiope in cui l’artista visse da ragazzo (la scuola Vittorio Emanuele III ad Addis Abeba, l’ingresso degli inglesi, la retata e l’internamento, le fughe nel deserto) e mettono in relazione quei fatti con ciò che più tardi avrebbe racconto in Le Etiopiche e negli Scorpioni del deserto.