
CATHERINE LACEY, IL LIBRO DI MÖBIUS (EDIZIONI SUR, PP 220, EURO 18). Due copertine, due versi di lettura, due storie che si intrecciano. Da un lato, l’esperienza autobiografica della fine di un amore; dall’altro, un racconto di pura fiction, che vanno a formare un unico percorso. Arriva nelle librerie italiane il 4 marzo ‘Il libro di Möbius’, romanzo bifronte di Catherine Lacey, una delle voci più originali della scena letteraria americana, pubblicato da Sur nella traduzione di Teresa Ciuffoletti.
Dopo ‘Biografia di X’, vincitore di un Lambda Award per la letteratura lesbica e candidato al Pen/Faulkner Award e al Dylan Thomas Prize, in questo nuovo libro Lacey reagisce da scrittrice alla fine inaspettata della relazione con un uomo che amava.
Un’esperienza dolorosa che racconta da una parte in modalità autobiografica e dall’altra ne prende spunto per una novella, un incontro notturno fra due vecchie amiche turbato da un fatto di sangue. Ma come in un nastro di Möbius, le apparenti due facce del libro in realtà sono un percorso unico e da qualunque parte si cominci la lettura, si può rovesciare il volume e continuare.
Legate fra loro da sottili rimandi, le storie raccontate riescono a trasformare una crisi esistenziale in un’avventura emozionante, e mai solitaria. Tra dialoghi, aneddoti, riflessioni e citazioni letterarie, in queste pagine non si parla solo di amore e di rapporti di coppia, ma di amicizia, fede religiosa, salute fisica e mentale, relazioni coi genitori: nodi cruciali che Lacey nata nel 1985 a Tupelo (Mississippi) e residente a Città del Messico con il marito, lo scrittore Daniel Saldaña Parislo, non pretende mai di sciogliere del tutto.