
VITTORIO EMANUELE PARSI, ‘CONTRO GLI IMPERI. IL FUTURO DELLE NOSTRE DEMOCRAZIE NEL NUOVO ORDINE MONDIALE’ (BOMPIANI, PP 208, EURO18.00) In uno scenario geopolitico che cambia di ora in ora, il nuovo saggio del professor Vittorio Emanuele Parsi, ‘Contro gli imperi. Il futuro delle nostre democrazie nel nuovo ordine mondiale’, appena arrivato in libreria per Bompiani, pone domande scomode. “Siamo davvero convinti che quest’Europa debba rassegnarsi a scegliere a quale padrone votarsi, tra la servitù russa e il vassallaggio americano? Oppure possiamo ambire a rappresentare un faro, un bastione e un esempio che un mondo regolato dalla legge e non dalla mera forza è ancora possibile?”.
Tra i più autorevoli politologi italiani, professore di Relazioni internazionali all’Università Cattolica di Milano e accademico dei Lincei, Parsi indica cosa possiamo fare per difendere la libertà che abbiamo ereditato dai nostri genitori e dai nostri nonni. La strada esiste, ma richiede coraggio, onestà, e la capacità di perseguire una via difficile: quella di essere pacifici, ma non imbelli. Quella di rinunciare alla nostalgia e perseguire una strategia nuova, fatta di forza e di fierezza ma anche di capacità di cooperare per difendere lo spazio felice della nostra libertà.
“Se non sapremo essere ambiziosi, responsabili e coraggiosi, semplicemente scompariremo come donne e uomini liberi. L’ordine internazionale liberale non esiste più. Viviamo in un mondo di lupi e di sciacalli. Adesso tocca a noi”, sottolinea l’autore del libro. Queste pagine ci raccontano come la superpotenza americana abbia abbandonato il ruolo del leone che veglia sulla foresta per tornare a vestire quello di lupo affamato in un mondo popolato di altri lupi e di sciacalli pronti a seguirli.
In questo scenario, qual è il ruolo degli agnelli che ancora credono nella democrazia? Vittorio Emanuele Parsi ce lo spiega con lucidità e senza sconti, indicando con altrettanta chiarezza a quale conseguenza andremo incontro se non sapremo reagire: la servitù.
Per quasi un secolo abbiamo potuto dimenticare la guerra, o perlomeno considerarla come qualcosa che ci riguardava più sul piano etico che su quello concreto e creduto che le dittature fossero un monito sui libri di scuola o spettri confinati in mondi lontani. Invece viviamo in un mondo nuovamente dominato da logiche imperiali. Che Russia e Cina si muovessero in questa direzione era chiaro da tempo: la vera novità, inattesa, sono gli Stati Uniti di Trump che hanno sconvolto dall’interno l’ordine liberale internazionale che per primi avevano contribuito a costruire. “Putin e Trump, i due alfieri del nuovo mondo selvaggio che ci attende se non ci opporremo a esso con tutte le nostre forze, mostrano di avere almeno due obiettivi in comune: abbattere tutte le dimensioni istituzionali che a livello internazionale potrebbero costituire degli ostacoli alla loro ricerca di un potere senza limiti e indebolire l’Unione Europea, che di quelle dimensioni si è giovata e si giova e continua a essere paladina” sottolinea Parsi.