
Dall’Africa centrale all’Afghanistan, territori lontani tra loro, diversi per usi, costumi, cultura eppure vicini, accomunati da guerra, uccisioni, violenze e tensioni continue. A farne le spese sono proprio loro, i più piccoli. Fanciulli con i loro bisogni, necessità e, soprattutto, con il loro diritto a vivere l’infanzia in ogni luogo del mondo.
Possono avere un vissuto e una lingua diversa ma la loro condizione in mezzo alle armi, ai soprusi, alla sopraffazione è la stessa.
Nel suo libro ‘Il bambino dagli occhi d’inchiostro’ (Editore LuoghiInteriori, pagg. 130, euro 15.00), la giornalista e scrittrice, Antonella Salvatore, racconta le storie vere di minori in Africa centrale, bimbi costretti a difendersi dalla guerra ma anche dalle credenze popolari che spesso sono altrettanto feroci. I bambini ‘sorcier’ (demoni) della Repubblica Centrafricana vengono abbandonati dalle loro stesse famiglie al loro destino. E per i figli di cercatori di diamanti, il destino è ancora più feroce: li attende la morte.
In Afghanistan tra Kabul ed Herat i giovanissimi lottano per i diritti: la libertà, lo studio, la parità con la Jihad che mina la loro esistenza e colpisce duramente le famiglie.
Il libro accompagna il lettore a Kabul, a Herat, tra la gente devastata dalla Jhad; in Africa Centrale a Berberati, a Bangui.
Storie di un’infanzia negata e di disperazione dove alla fine, a trionfare è la speranza.
Del libro e delle storie in esso contenuto si parla nell’ambito della Fiera dell’Editoria delle donne 2026 a Roma, venerdì 27 febbraio alle 18.00 alla Casa Internazionale delle Donne alla presenza dell’autrice e del diretore generale LuoghiInteriori, Antonio Vella.
Antonella Salvatore nasce a Campobasso e vive a Termoli. Da alcuni anni segue le vicende della missionaria molisana in Repubblica Centrafricana suor Elvira Tutolo e di famiglie afghane.