
JULIA NAVARRO FERNÁNDEZ, IL BAMBINO CHE PERSE LA GUERRA I(SALANI, PP 576, EURO 20,00). Il piccolo Pablo diviso tra due madri e due Paesi oppressi dai regimi totalitari. A raccontare la sua storia è la scrittrice spagnola Julia Navarro Fernández, che con i suoi libri ha venduto 3 milioni di copie nel mondo, nel romanzo ‘Il bambino che perse la guerra’, fenomeno letterario in Spagna, che arriva in Italia per Salani il 3 febbraio.
La spagnola Clotilde lotta per ritrovare il figlio Pablo mandato a Mosca dal padre contro la sua volontà. Siamo a Madrid, nell’inverno del 1938, la caduta della Repubblica è vicina ed è tempo di Guerra Civile. Clotilde disegna caricature per riviste satiriche e non ha ancora perso la speranza. Ma nel fronte comunista c’è chi, come suo marito Agustín, pensa che il tempo per salvare il paese sia scaduto e vuole mettere in salvo suo figlio.
Pablo viene strappato da sua madre che si dispera vedendo il bambino partire per l’Unione Sovietica. Ad accoglierlo a Mosca sarà una poetessa russa, Anya, sua madre d’adozione. Pablo cresce nei circoli letterari clandestini, accompagnato da Anja che lotta per la libertà nel fronte degli artisti, fra chi si rifiuta di credere che una poesia possa davvero spaventare un Partito. Ma i poeti, la musica, perfino l’amore sono ormai sospetti. C’è la minaccia del gulag, il campo di lavoro in cui sopravvivere è questione di fortuna. Pablo, ormai ragazzo, vive come figlio di due paesi antagonisti, imparando sia l’alto tributo implicito nelle guerre e nel totalitarismo sia la conquista della libertà e dell’amore.
Navarro Fernandez, fra le scrittrici più famose in Spagna, autrice di libri come ‘La fratellanza della Sacra Sindone’ e ‘Dimmi chi sono’, ha scritto anche, come giornalista e commentatrice, numerosi saggi politici sull’attualità spagnola.