
MORENO CAROSELLA, ‘FIABE ANTICHE PER UN FUTURO DIGITALE’ (INTERLINEA, PP. 229, EURO 18) Dalle tradizioni orali alle piattaforme multimediali, la narrazione si evolve per parlare alle nuove generazioni senza perdere la propria anima educativa La riflessione di Moreno Carosella, informatico di formazione, mette in luce come la struttura archetipica della fiaba non sia affatto destinata a scomparire, ma trovi nel digitale un terreno fertile per una vera e propria rinascita. Mentre un tempo le storie venivano tramandate intorno al fuoco o attraverso le pagine illustrate dei libri, oggi si trasformano in esperienze immersive capaci di coinvolgere i sensi in modi precedentemente inimmaginabili. L’integrazione di algoritmi, realtà aumentata e intelligenza artificiale permette ai lettori e agli spettatori di non essere più soltanto fruitori passivi, ma di diventare parte integrante del racconto.
Per l’autore, il processo di digitalizzazione non deve essere visto come una minaccia alla purezza del messaggio originale ma come potenziamento della sua capacità comunicativa. La fiaba ha sempre avuto una funzione pedagogica e sociale fondamentale, aiutando i bambini e gli adulti a decodificare la realtà e ad affrontare le proprie paure attraverso la metafora. Utilizzare i linguaggi del futuro significa dunque parlare la stessa lingua delle generazioni attuali, garantendo che i valori contenuti in queste storie continuino a circolare e a influenzare il pensiero critico e l’immaginazione.
Dalle leggende popolari della città d’origine Benevento al potere “incontrollato delle Big Tech”, l’esplosione dei dati e la sorveglianza di massa; il folklore trova inattese connessioni con lo scenario digitale attuale.
La tecnologia non si contrappone alla memoria anzi ne è custode e la traghetta verso un nuovo tipo di conoscenza, collettiva, accessibile e democratica.