Nella Giornata mondiale del bacio, il World Kiss Day del 6 luglio di ogni anno celebra uno dei gesti di affetto più naturali. Scopriamo i baci più belli in letteratura e poesia, da Shakespeare a Catullo.
La Giornata Mondiale del Bacio è uno dei modi più dolci per celebrare tutte le forme d’amore. Proprio per celebrare il World Kiss Day, che si svolge il 6 luglio di ogni anno, proponiamo di scoprire il bacio nella letteratura e nella poesia.
Infatti, i baci che hanno lasciato segni nella storia della letteratura sono tanti, e tante sono le descrizioni indimenticabili che a ogni lettura risultano più dolci e toccanti.
Quali sono, dunque, i brani di libri e le poesie più belle dedicate ai baci? Dato che l’amore è uno dei temi più trattati da letteratura e poesia, gli spunti non mancano di certo.
Il bacio, infatti, ha spesso ispirato poeti e scrittori perché è senza dubbio un gesto dai mille significati e dalle mille valenze, rimanendo sempre il simbolo più bello dell’amore, in ogni sua forma. Di seguito vediamo alcuni dei passi più belli della letteratura che celebrano degnamente la Giornata Mondiale del Bacio e che fanno sognare i lettori di ogni epoca.
Baci dolci, baci appassionati, primi baci, baci intensi, baci strani, baci platonici: tanti tipi di baci, ma ognuno unico a suo modo e in grado di suscitare emozioni differenti ogni volta.
Anche gli scrittori e le scrittrici li hanno saputi raccontare ogni volta in modo diverso ed emozionante.
Tra questi Edmond Rostand che nel suo Cyrano de Bergerac scrive:
Un bacio, insomma, che cos’è mai un bacio?
Un giuramento fatto più da vicino, una promessa
Più precisa, una confessione che vuoi conferma,
un apostrofo rosa tra le parole “t’amo”.
E che dire di uno dei baci più famosi di sempre: quello tra Paolo e Francesca nel V canto dell’Inferno della Divina Commedia di Dante Alighieri?
Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lancialotto come amor lo strinse;
soli eravamo e sanza alcun sospetto.
Per più fïate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.
Quando leggemmo il disïato riso
esser baciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi baciò tutto tremante.
Galeotto fu ’l libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante.
Passando a libri moderni, citiamo Ricordati di guardare la luna di Nicholas Sparks che scrive:
Ancora adesso, non so bene come accadde. Un attimo prima stavamo parlando, e quello dopo lei si chinava su di me. Per una frazione di secondo mi domandai se, baciandola, avrei spezzato l’incantesimo tra di noi, ma era troppo tardi per tornare indietro. E quando le nostre labbra si incontrarono, fui certo che avrei potuto vivere cent’anni e visitare tutti i paesi del mondo, ma che niente avrebbe eguagliato l’intensità di quell’istante in cui baciavo per la prima volta la ragazza dei miei sogni pensando che il nostro amore sarebbe durato per sempre.
Infine, un libro per ragazzi tra i più famosi in assoluto, ma che in breve è diventato per tutti: la saga di Harry Potter.
Gli appassionati non possono dimenticare il bacio tra Ron ed Hermione, descritto da J.K. Rowling in questo modo:
«Un momento!» fece Ron, brusco. «Abbiamo dimenticato qualcuno!»
«Chi?» chiese Hermione.
«Gli elfi domestici, saranno tutti giù in cucina, no?»
«Vuoi dire che dobbiamo farli combattere?» domandò Harry.
«No» rispose Ron, serio. «Dobbiamo farli andar via. Non vogliamo altri Dobby, no? Non possiamo chiedergli di morire per noi…»
Le zanne del Basilisco caddero con un gran fragore dalle braccia di Hermione. Corse da Ron, lo abbracciò e lo baciò sulla bocca. Ron gettò via le zanne e il manico di scopa e rispose con tanto entusiasmo che sollevò Hermione da terra.
«Vi pare il momento?» gemette Harry debolmente. Ma quando non successe nulla, anzi Ron e Hermione si strinsero più forte e cominciarono a dondolare sul posto, alzò la voce. «Ehi! C’è una guerra là fuori!»
Ron e Hermione si separarono, ma rimasero abbracciati.
«Lo so, Harry» ribbattè Ron, con l’aria di chi è appena stato colpito da un Bolide, «quindi ora o mai più, no?»
Anche in poesia ci sono moltissimi autori che hanno dedicato dei versi al bacio: tra essi il più famoso è senza dubbio Catullo che scrisse:
Viviamo, mia Lesbia, ed amiamo,
e ogni mormorio perfido dei vecchi
valga per noi la più vile moneta.
Il giorno può morire e poi risorgere,
ma quando muore il nostro breve giorno,
una notte infinita dormiremo.
Tu dammi mille baci, e quindi cento,
poi dammene altri mille, e quindi cento,
quindi mille continui, e quindi cento.
E quando poi saranno mille e mille,
nasconderemo il loro vero numero,
che non getti il malocchio l’invidioso
per un numero di baci così alto.
Un altro poeta molto famoso che ha dedicato una poesia al bacio è Pablo Neruda, che scrisse i versi di seguito:
Ti manderò un bacio con il vento
e so che lo sentirai,
ti volterai senza vedermi ma io sarò li
Siamo fatti della stessa materia
di cui sono fatti i sogni
Vorrei essere una nuvola bianca
in un cielo infinito
per seguirti ovunque e amarti ogni istante
Se sei un sogno non svegliarmi
Vorrei vivere nel tuo respiro
Mentre ti guardo muoio per te
Il tuo sogno sarà di sognare me
Ti amo perché ti vedo riflessa
in tutto quello che c’è di bello
Dimmi dove sei stanotte
ancora nei miei sogni?
Ho sentito una carezza sul viso
arrivare fino al cuore
Vorrei arrivare fino al cielo
e con i raggi del sole scriverti ti amo
Vorrei che il vento soffiasse ogni giorno
tra i tuoi capelli,
per poter sentire anche da lontano
il tuo profumo!
Vorrei fare con te quello
che la primavera fa con i ciliegi.
Lo stesso ha fatto Jacques Prévert nella sua “I ragazzi che si amano”, descrivendo teneramente il bacio tra due adolescenti ai primi amori:
I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell’abbagliante splendore del loro primo amore
Ultima poesia che citiamo è “Quando ti bacio” di Erich Fried, i cui versi sono i seguenti:
Quando ti bacio
non è solo la tua bocca
non è solo il tuo ombelico
non è solo il tuo grembo
che bacio
Io bacio anche le tue domande
e i tuoi desideri
bacio il tuo riflettere
i tuoi dubbi
e il tuo coraggio
il tuo amore per me
e la tua libertà da me
il tuo piede
che è giunto qui
e che di nuovo se ne va
io bacio te
così come sei
e come sarai
domani e oltre
e quando il mio tempo sarà trascorso
Abbiamo raccolto alcune delle poesie e dei brani di libri che ci piacciono di più sul bacio. Se volete segnalarci altri versi o stralci di libri scriveteceli nei commenti a questo articolo.