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Pubblicado da Collezionista di News in 17 Giugno 2026
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    ”Prendiamo atto con favore delle dichiarazioni rese dal Presidente del Centro per il Libro e la Lettura, Giuseppe Iannaccone, in un’intervista pubblica rilasciata oggi a un quotidiano nazionale”, dice Manuel Maria Grillo amministratore delegato delle Edizioni Settecolori e socio dell’Associazione Italiana Editori (AIE) a proposito della polemica sul ”patentino” per partecipare a Più libri più liberi che lui non ha sottoscritto.
        ”Sono parole che meritano attenzione. Iannaccone ha affermato che ”l’idea stessa di una patente è più ridicola che pericolosa, più ipocrita che violenta. Mi sembra un espediente propagandistico che non ha nulla a che vedere con il senso democratico di un festival dell’editoria: che ha nella pluralità, perfino nel conflitto delle idee, la sua ragione più nobile”. Particolarmente rilevante – a suo avviso – è il passaggio relativo al sostegno pubblico alla manifestazione. Il Presidente del Centro per il Libro e la Lettura ha infatti ricordato che il Ministero della Cultura, attraverso il Centro per il Libro e la Lettura (Cepell), sostiene Più libri più liberi in quanto strumento di valorizzazione della bibliodiversità e della pluralità culturale, affermando che «la valorizzazione della piccola e media editoria rappresenta un mezzo decisivo per incentivare la bibliodiversità come occasione di ricchezza e pluralità di linguaggi e punti di vista» e aggiungendo che «se questo principio viene meno, verrebbe meno anche la ragione del nostro sostegno».
        Si tratta di una dichiarazione particolarmente significativa perché collega direttamente il sostegno del Ministero della Cultura, attraverso il Cepell, al mantenimento del carattere pluralistico della manifestazione. È quindi auspicabile che la richiesta di sottoscrizione preventiva del cosiddetto «patentino antifascista» venga ritirata, consentendo alla fiera di continuare a svolgere pienamente la propria funzione di luogo aperto a tutta la comunità editoriale italiana.
        Ci auguriamo che, anche alla luce di queste dichiarazioni e delle riflessioni espresse dalla Presidente di Più libri più liberi, Annamaria Malato, si possa giungere a una soluzione condivisa, capace di rappresentare tutti gli editori e di riportare al centro della fiera ciò che davvero conta: i libri, gli autori, i lettori e la comunità editoriale.
        Il punto non riguarda la condivisione dei principi dell’ordinamento democratico e della Costituzione, nei quali ogni soggetto civile e responsabile si riconosce. Il punto è un altro: non può essere richiesta, come condizione preventiva di partecipazione a una manifestazione sostenuta anche con fondi pubblici, una dichiarazione preventiva di natura ideologica ulteriore rispetto al rispetto delle leggi e dei principi costituzionali.
        Una fiera del libro deve essere uno spazio aperto, plurale e inclusivo, nel quale convivano sensibilità culturali, storie editoriali e opinioni diverse. Per un editore devono parlare i libri che pubblica, il catalogo che costruisce e il contributo che offre al dibattito culturale del Paese, non dichiarazioni preventive di carattere ideologico.
        Confidiamo che la riflessione in corso porti a una soluzione equilibrata e condivisa, capace di restituire pienamente alla manifestazione la sua vocazione originaria: essere la casa comune dell’editoria indipendente italiana, nel segno della libertà culturale, del pluralismo e del confronto delle idee”.
        È da qui che occorre ripartire, lasciando che al centro tornino i libri”.
       

    — Fonte: RSS di ANSA
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