
FRANCO ARMINIO, L’INCREDIBILE NON SI PUÒ DIRE A TUTTI (RIZZOLI, PP 160, EURO 18,00 ). La poesia, la preghiera, il profumo di un bacio che sfida il rancore. Celebra l’amore “che non cancella lo spavento, ma può dargli buone compagnie” Franco Arminio nella nuova raccolta poetica “L’incredibile non si può dire a tutti” che esce il 26 maggio per Rizzoli. Nel giorno in cui arriva in libreria sarà presentata alle 19.00 al Monk di Roma e il 3 giugno alle 18:30 alla Libreria Feltrinelli di Piazza Piemonte a Milano.
Sono poesie d’amore senza tempo in un breviario di tenerezza per restare umani, mentre il mondo intorno sembra crollare. Una storia che celebra l’incanto di avere un corpo vivo, pronto a farsi accarezzare. Attraversate da un romanticismo oggi quanto mai urgente, antidoto al frastuono del mondo, queste poesie sono lontane dagli artifici della retorica e raccontano della piccola ma potente insurrezione di cui siamo capaci quando ci doniamo alla vita senza riserve.
“Forse quello che chiamiamo amore/non è la foga dei corpi/ma la sensazione di poter dare a un altro/un pezzo della nostra vita./L’amore è quando incontriamo/qualcuno a cui lasciare/la chiave con cui entriamo nel mondo,/la finestra da cui lo guardiamo” scrive.
Incontriamo una donna che prega mentre fa l’amore e un uomo che cerca l’infinito in un abbraccio, passeggiamo per i vicoli di un paese del Sud a caccia dei bagliori più piccoli o sulle alture con gli alberi solitari nei campi arati. E se Arminio ha sempre scritto sull’amore, con i versi esatti e visionari di questa raccolta ne coglie limpidamente la dimensione religiosa, invitandoci a fare uno scatto nell’impensato.
Con L’incredibile non si può dire a tutti, Arminio, che come poeta e narratore ha pubblicato oltre trenta libri, ricompone lo strappo tra il desiderio e la paura. “Queste poesie non cantano la fine della paura, ma un impulso forte a uscirne fuori. Se crediamo che l’amore sia sempre una contesa tra la voglia di soffrire e quella di gioire, allora si tratta solo di far pendere la lotta dalla parte della gioia” afferma Arminio che da anni gira l’Italia per leggere versi e raccontare storie e ha ideato e porta avanti il festival La luna e i calanchi e La casa della paesologia.