
Effetto positivo del bonus biblioteche sul mercato del libro italiano di varia (fiction e non fiction) nei canali trade, nei primi quattro mesi del 2026.
Rispetto a una crescita complessiva delle vendite a valore del 3.8%, il Sud del Paese cresce del 9%, le librerie indipendenti dell’11.3% – pari a 448mila copie, ovvero più della metà della crescita complessiva del mercato – e gli editori fuori dai gruppi del 4.1%. Secondo l’analisi dell’ufficio studi Aie sulla base di dati NielsenIQ BookData e altre fonti – presentata al Salone Internazionale del Libro di Torino, nell’incontro Dove sta andando il mercato del libro nel 2026? – Come cambiano i consumi e la domanda del pubblico’, da gennaio ad aprile sono stati spesi circa 35 milioni di euro dei 60 stanziati, favorendo soprattutto le aree e gli operatori della filiera più fragili.
A livello di generi, nei primi 4 mesi del 2026, sono i fumetti a crescere più di tutti (14%), seguiti da narrativa straniera (9.4%), bambini e ragazzi (9%) e narrativa italiana (7.2%). All’opposto la non fiction con la manualistica pratica che perde il 6.2%, la saggistica generale l’1%, la saggistica specialistica lo 0.4%. Dal 2019 a oggi, i generi narrativi hanno guadagnato il 31% e la non fiction, nello stesso arco di tempo, ha perso l’11%.
All’interno della narrativa, nel 2026 quella di genere (+9.6%) va meglio di quella letteraria (+7%). Il romance in particolare fa un balzo nelle vendite del 20.3%. Nei bambini e ragazzi, invece, la crescita è trainata dalla fascia 0-5 anni (più 11.1%). Nei fumetti tornano a crescere i manga (più 14%), molto bene la graphic novel (più 24%).
Al Sud è destinato il 31% del fondo per le biblioteche e le vendite complessive del mercato trade sono il 19% del totale nazionale. Nei primi quattro mesi del 2026, l’editoria di varia nei canali trade è cresciuta rispetto ai primi quattro mesi del 2025 del 2.5% a copie e del 3.8% a valore, con un incremento di 717mila copie acquistate, pari a una maggior spesa di 16,4 milioni di euro. È tra i risultati migliori all’interno dello scenario europeo dove spicca in negativo la flessione del mercato tedesco, -4,9% e francese, -1.5%.
Il prezzo medio del venduto nei primi quattro mesi del 2026, pari 14,97 euro, è cresciuto rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente dell’1.2%, a fronte di una inflazione generale che cresce a un tasso più che doppio, il 2.8%. I gruppi guadagnano il 3.6%, gli editori fuori dai gruppi con oltre 5 milioni di venduto registrano un +4.8%, gli editori tra 1 e 5 milioni di venduto il +2.8%, gli editori sotto un milione di venduto il +3.9%. L’andamento complessivamente più che positivo però è molto disomogeneo a livello di singoli marchi: il 55% dei primi 1000 marchi per venduto cresce, il 45% cala.
Sono cresciute le vendite nelle librerie fisiche (più 7.5% a valore), l’online si mantiene stabile (più 0.7%), mentre la grande distribuzione subisce una flessione del 14.6%.