
ENRICO DELLA GATTA “DIFENDERE IL FUTURO. FINANZA, INNOVAZIONE E GEOPOLITICA NELLA NUOVA ECONOMIA DELLA SICUREZZA” (Egea, 146 pp, euro 18.90) Guerra, Tecnologie a Finanza: l’innovazione militare ha storicamente plasmato lo sviluppo economico e industriale. E per la prima volta, il capitale privato – venture capital, private equity, fondi strategici – non è un attore marginale, bensì una leva strutturale della deterrenza e della sicurezza occidentale.
È il tema affrontato nel libro “Difendere il futuro” scritto da Enrico Della Gatta, vicepresidente di Fincantieri, dove guida la funzione “Defence Market Business Intelligence” e dove è approdato con un passato di servizio attivo nell’Esercito in operazioni multinazionali e presso le più alte istituzioni militari.
Attraverso un’analisi che intreccia storia, geopolitica, industria e mercati finanziari, Della Gatta spiega perché la difesa sia diventata una vera asset class, come stanno cambiando i modelli di procurement e perché la capacità di trasformare rapidamente idee in sistemi operativi conta oggi più degli arsenali statici. Dai casi di Palantir, Anduril e SpaceX ai fondi specializzati, dalle metriche di investimento ai nuovi equilibri tra Stato e mercato, il saggio delinea una chiave di lettura della nuova economia della sicurezza.
“La guerra è tornata – scrive Della Gatta -. Per l’Europa questa verità è uno specchio crudele. Non basta spendere di più: bisogna cambiare grammatica. Non basta evocare sovranità: bisogna costruire filiere resilienti, reti industriali e finanziarie innovative e capaci di reggere agli urti. Non basta guardare all’Atlantico in cerca di protezione: serve capitale coraggioso, in grado di tradurre l’urgenza strategica in innovazione scalabile”.
Della Gatta racconta che il suo libro nasce dalla convinzione che la sicurezza “non sia più soltanto questione di eserciti, ma di capitali”: il libro – spiega – “non celebra la guerra, non la edulcora. Vuole mostrare, con analisi e casi concreti, come la vera partita del nostro tempo si giochi all’intersezione fra innovazione, industria e finanza. Perché senza capitale non c’è innovazione. Senza innovazione non c’è deterrenza. E senza deterrenza non c’è pace”.