
(di Mauretta Capuano) Un pianoforte sommerso continua a suonare anche in assenza dell’artista. Restituisce l’eco di una performance registrata e impressa nella meccanica dei tasti grazie al sistema Stainway-Spirio di auto-riproduzione ad alta risoluzione. Avviene con l’installazione sonora ‘SommersiVo’ di Dardust nell’ambito del progetto espositivo ‘Note persistenti’ al Padiglione Venezia della Biennale Internazionale d’Arte, fino al 22 novembre in laguna.
Realizzata in collaborazione con lo scenografo Paolo Fantin e con il supporto tecnologico di H-Farm e Cisco, l’opera ricrea un ambiente subacqueo. Ogni 55 minuti lo strumento si attiva autonomamente, dando vita a una composizione che richiama l’identità stessa di Venezia, città sospesa tra visibile e sommerso, tra presenza e memoria.
“Il richiamo è ‘La cattedrale sommersa’ di Debussy. Con Paolo Fantin abbiamo sviluppato il concetto di qualcosa che si muove tra presenza e memoria, tra ciò che emerge e rimane sommerso.
Venezia è la città ideale per realizzare un’opera che parlasse dei ricordi e della memoria come qualcosa che rimane dal passato come un eco del suono. La mia esibizione risuonerà per sei mesi senza che io sia presente. Con il sistema Spirio non è memorizzata solo nell’audio, viene registrato tutto in maniera dettagliata sulla meccanica del pianoforte.
Il suono rimanda e supera le barriere dello spazio-tempo.
SommersiVo rimanda a sommerso ma è anche sovversivo e cosa c’è di più sovversivo del suono e della sua resilienza che diventa metafora delle nostre memorie e ricordi?” dice all’ANSA Dardust, nome d’arte del pianista, compositore e produttore discografico Dario Faini.
L’installazione si sviluppa anche come esperienza interattiva dove il pubblico è invitato a lasciare un proprio pensiero. “SommersiVo è un’opera in due atti: ‘c’è la mia composizione originale per intero che risuona ogni 55 minuti e poi c’è la parte interattiva, della condivisione con i visitatori. Credo sia la prima volta che viene fatta una cosa del genere nei padiglioni della Biennale. Tutti i visitatori possono registrare su uno schermo un ricordo che verrà analizzato dall’Intelligenza Artificiale e associato a uno dei 40 temi che ho registrato per dieci emozioni che il pianoforte restituisce in tempo reale, suonando live e offrendo ogni volta un’esperienza diversa e irripetibile” spiega Dardust. “Mi basta che una persona in quei 4-5 minuti si emozioni. Lasciare qualcosa, la condivisione è questo. Che siano 5 milioni o tre i visitatori, le cifre non mi interessano. Ogni scambio e condivisione di energia è nobile e va al di là dei numeri”.
“Il pianoforte è come se fosse sospeso su più livelli fino a diventare intero. Dalla sorgente sommersa ad emergere, la tecnologia Spirio di Steinway apre a mille scenari. Mi aveva sempre affascinato, ma non la avevo mai utilizzata. Rende possibile che mentre io sto suonando live in un posto, spettatori in altre sale possano assistere alla performance in tempo reale. Vale anche per le esibizioni di pianisti storici” spiega. “Sarebbe bello – aggiunge – usarlo per un disco: è una esecuzione perfetta ma può succedere qualsiasi cosa. Viene registrata nella meccanica del piano, lo strumento la fa sua e puoi preservare delle emozioni”.
Qual è il rapporto tra arte e musica? “Sono abituato a dialogare con artisti visivi, scenografi, designer. Il mestiere di musicista va di pari passo con altre arti. I miei live si basano tantissimo sulla scenografia, è fondamentale quanto il pianoforte che suono. Lavorare con Fantin è stato un grande onore per me, sono molto grato di questa opportunità” racconta Dardust che ha firmato la colonna sonora dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026. “Ho avuto anche la fortuna di applicare la musica al cinema con la colonna sonora di ‘Mani Nude’ di Mauro Mancini e le mie musiche andranno nel nuovo spettacolo teatrale ‘La misteriosa scomparsa di Wu’ che Stefano Benni ha lasciato in eredità ad Ambra che firma la sua prima regia. Sono molto contento”.
Dopo l’Urban Impressionism Tour in 60 date tra Italia ed Europa che il 23 maggio lo porterà a Lisbona, il 26 a Parigi e il 27 a Londra, Dardust- che il 23 giugno sarà al Festival Aqua a Jesolo (Ve) – vorrebbe fermarsi e scrivere un nuovo disco. “Parto sempre – dice – da un concept che ancora non ho, ma non è detto che non lo faccia a Venezia, mi ispira sempre tanto, ci sono sempre belle vibrazioni li”.