
‘Terra e libertà’. E’ questo il tema che farà da filo conduttore alla XV edizione di ‘Trame’, il festival dei libri sulle mafie che ha preso il via stasera a Lamezia Terme dove per sei giorni si alterneranno magistrati, giornalisti, scrittori, studiosi, artisti e testimoni, affrontando i temi delle mafie globali, delle guerre e delle nuove autocrazie, dei diritti, delle migrazioni, della memoria delle vittime, del giornalismo investigativo e delle sfide della democrazia contemporanea. Tra gli interventi più attesi quelli dell’ex magistrato e presidente del Senato, Pietro Grasso; del procuratore di Napoli, Nicola Gratteri; del procuratore nazionale antimafia, Giovanni Melillo.
Prendendo la parola il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha ringraziato “quelli che lavorano per Trame e i volontari. Sono orgoglioso di stare qui – ha detto – con l’umiltà di chi avverte l’onere di rappresentare una regione straordinaria. È questa la Calabria che dovrebbe farci sentire orgogliosi di essere calabresi. Una Calabria che non si nasconde, che dimostra che c’è molta speranza e che ci sono molti anticorpi che, mentre mostrano i danni che la ‘ndrangheta ha fatto alla nostra regione, mostrano le tante speranze che camminano sulle gambe dei tanti giovani”.
Nuccio Iovane, presidente della Fondazione Trame, dando il via alla manifestazione ha sottolineato che “questo è, al momento, un festival record: è la XV edizione e in Calabria non ci sono tantissimi esempi che durano nel tempo. Lo è anche per i numeri: sei giorni con oltre 70 eventi, 10 mostre, oltre 330 ospiti e più di 100 volontari. Numeri importanti per otto luoghi che ospiteranno i vari eventi”. “Questo festival – ha proseguito – ha un percorso in qualche modo storico-geografico fatto di tanti anniversari tra cui gli 80 anni della Repubblica e i 50 anni de ‘La Repubblica’ di cui c’è anche una mostra; ma anche 30 anni di Avviso pubblico. Noi dimostriamo, quotidianamente, che a Lamezia Terme c’è l’antimafia: questo è il senso del nostro lavoro in questi anni”.
A portare i saluti della città il sindaco Mario Murone, che ha definito “attuale” il tema scelto quest’anno, ricordando che “non bisogna solo fare memoria dell’antimafia, ma bisogna continuamente lottare per l’affermazione dei diritti. Dobbiamo essere accoglienti e non respingenti”. Subito dopo l’incontro sono state inaugurate le mostre che saranno visitabili nel corso dello svolgimento del festival.