
Dai conflitti in corso (Gaza, Ucraina, Iran) alla crescente pressione dei regimi autoritari sulla libertà di stampa, fino alle nuove forme di censura, repressione e giornalismo in esilio, il Festival internazionale del Giornalismo, alla sua 20/a edizione in programma a Perugia dal 15 al 18 aprile, metterà al centro anche le condizioni reali di questo settore. Allo stesso tempo, affronterà le trasformazioni più profonde dell’ecosistema informativo.
A presentare il programma, insieme alle istituzioni che supportano uno degli appuntamenti internazionali sull’informazione più autorevoli, sono stati gli ideatori e organizzatori Arianna Ciccone e Chris Potter che hanno parlato di un “traguardo incredibile” raggiunto. “Non potevamo pensare dopo 20 anni di arrivare a questo punto, così amati a livello globale”, hanno detto. “Celebreremo infatti – hanno spiegato – non una manifestazione ma una comunità mondiale, un evento che è diventato punto di riferimento internazionale della conversazione tra giornalisti e non solo, che Perugia riesce ad accogliere sempre ai massimi livelli”.
I fondatori del festival hanno così ricordato che ogni anno questa comunità internazionale si ritrova nel capoluogo umbro anche oltre il programma ufficiale, grazie ai “side events”, una piattaforma che il festival mette a disposizione di questa comunità, con tanti eventi collaterali che “diventano un modo di vivere la manifestazione oltre la parte istituzionale”.
Per la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, il festival dopo 20 anni “è diventato identitario di una città oltre a far parte dei valori che l’Umbria porta avanti”.