
CRISTINA COMENCINI, ‘L’EPOCA FELICE’ (FELTRINELLI, PP. 144, EURO 17,00) La felicità come forma di resistenza, di intimità e di presenza viva. Qualcosa da cercare, da riscoprire, da custodire. Il nuovo romanzo di Cristina Comencini – in libreria dal 14 ottobre per con Feltrinelli – è un invito a tornare dove tutto è cominciato: all’adolescenza, alla libertà e al desiderio di vivere. Negli anni Settanta, in alcune famiglie borghesi, le “esuberanze” adolescenziali venivano affrontate con lunghi ricoveri in cliniche del sonno: luoghi di sedazione, di rimozione, di normalizzazione. I genitori di Rosa — spaventati da brutti voti e da un’energia che non sapevano contenere — la affidarono proprio a uno di questi centri “di cura”. Ora Rosa è una donna adulta, medico con anni di missioni umanitarie alle spalle. Tornando in Italia, viene accolta dalle sorelle. Una vecchia fotografia scattata in montagna riapre squarci di tempo dimenticato: in quella quindicenne spensierata, che tanto allarmava gli adulti, Rosa riconosce oggi la parte più viva e autentica di sé. Ma dov’è finita quella ragazza? E chi è il giovane che scattò quella foto, perché quel gesto le appare così intimo, urgente, necessario da conservare? Per ricomporre i frammenti della sua memoria, Rosa ha bisogno delle sue sorelle: Margherita, la maggiore, che di quella gita conserva ricordi precisi, e Viola, la più giovane, disposta a rompere con lei il silenzio della famiglia.
Con la sensibilità che la contraddistingue, Cristina Comencini illumina l’adolescenza come un prisma capace di catturare la felicità nella sua forma più intensa, turbolenta e trasformativa. E ci ricorda una verità dimenticata: essere felici è ancora possibile. Basta non lasciarsi sottrarre quella possibilità. In un mondo che spesso ci scoraggia, la felicità resta una meta fragile ma reale. Non una certezza, forse, ma una tensione profonda dell’anima. Il romanzo — con grazia, intelligenza e precisione emotiva — racconta esattamente questo: la felicità come forma di resistenza, di intimità e di presenza viva. Qualcosa da cercare, da riscoprire, da custodire.