
DAVID ALMOND, CONTARE LE STELLE (SALANI, PP 290, EURO 13.90). La storia di un bambino che cerca il suo posto nel mondo in diciotto racconti che si intrecciano in un mosaico narrativo. David Almond, vincitore del Premio Hans Christian Andersen nel 2010, il Nobel della letteratura per ragazzi, riannoda i fili della sua infanzia nel nord dell’Inghilterra, restituendone il respiro più autentico nel libro ‘Contare le stelle’, appena arrivato in libreria per Salani con cui sarà il 5 e 6 settembre al Festivaletteratura di Mantova. Appuntamenti con lo scrittore anche il 29 agosto a Storie in cammino a Cornacchiaia (FI) e l’1 settembre al Teatro Andrea Da Ponte a Vittorio Veneto.
Autore da 200 mila copie, vincitore nel 2022 del Premio Internazionale Nonino, con la sua scrittura poetica ed evocativa Almond apre una finestra sulle dinamiche familiari e cattura l’essenza del passaggio all’età adulta.
Un cortile dietro casa. Giochi di bambini. Canti di chiesa. Luci e ombre di una famiglia numerosa. Il silenzio che segue una perdita. In questi racconti non c’è nostalgia, ma uno sguardo pieno di verità: ogni episodio, ogni voce, ogni istante illuminano la complessità del crescere in un ambiente segnato da una fede onnipresente, dalla povertà, dalla forza dei legami familiari e dal bisogno profondo di raccontare.
Almond, che è nato a Newcastle nel 1951 e vive nel Northumberland con la sua famiglia, trasforma ancora una volta la memoria in letteratura. I ricordi dell’autore di Skellig, con cui ha vinto il Whitbread Children’s Award e la Carnegie Meda, diventano materia viva: parlano di amore e di paura, di scoperta e di perdita, di fine dell’innocenza, di morte e rinascita.
Contare le stelle diventa così una mappa emotiva per orientarsi nei territori dell’infanzia e un omaggio alla forza delle storie, capaci di dare forma e senso alla vita.