
BANANA YOSHIMOTO, COME UN MIRAGGIO (FELTRINELLI, PP 144, EURO 15.20). Inedito in Italia, scritto nel 1988, subito dopo il successo mondiale di Kitchen, mai uscito dal Giappone, arriva per la prima volta nelle librerie italiane ‘Come un miraggio’ di Banana Yoshimoto, pubblicato da Feltrinelli, che raccoglie due brevi storie scritte nel classico stile dell’autrice bestseller giapponese.
Il libro riprende la tradizione degli shōjo manga, i fumetti per ragazze con cui Banana è cresciuta e che per primi hanno ispirato la sua scrittura. Amore e dolore convivono e ad emergere, nelle parole dell’autrice, è “lo scintillio dell’essere giovani”.
“Se dovessi paragonare l’amore a qualcosa, sarebbe al fondo del mare. Seduta sulla distesa di sabbia, cullata dalla corrente, guardo incantata l’azzurro del cielo lontano che traspare attraverso l’acqua limpida. Inutile chiudere gli occhi, fuggire, tentare di andare da tutt’altra parte: la mia mente ritorna sempre lì”.
La protagonista della prima storia, Toriumi Ningyo, ha il nome di un uccello marino, vive sola con la madre e ha un padre che aleggia su di lei come un temporale. Quando incontra il giovane Arashi, prende forma un innamoramento fragile, il primo. Solo curare la madre le farà capire che a volte l’amore è come il mare, limpido e terribile, e che crescere significa accettarne la profondità.
Nel secondo breve romanzo che compone il libro, Santuario, due vite ferite si incontrano di notte su una spiaggia. Tomoaki è segnato da un lutto che non riesce a superare e Kaoru ha perso tutto ciò che amava. Il loro legame diventerà insieme conforto e rivelazione, l a possibilità, fragile ma reale, che la tenerezza salvi.