
Cindy Sherman come Eustace Tilley sulla copertina del centenario del New Yorker: uno specchietto al posto del monocolo, la trasformista fotografa americana si è immedesimata nei panni del dandy creato da Rea Irvin che dal 1925 è diventato il simbolo del magazine.
Tilley è apparso in una forma o l’altra su ogni copertina dell’anniversario del New Yorker. Quest’anno, per un numero speciale dedicato alla cultura in occasione dei cento anni del settimanale, il New Yorker si è affidato al genio creativo della camaleontica Sherman.
Le copertine del New Yorker sono famose nel mondo. Sebbene la rivista abbia a lungo coinvolto artisti di rilievo (tra questi Art Spiegelman, Charles Addams, David Hockney e, più recentemente, Amy Sherald con la controversa Lady Liberty trans) questa è solo la seconda volta che viene utilizzata una fotografia. La prima volta fu nel 2000, per il 75esimo anniversario del settimanale, quando fu scelto uno scatto di William Wegman con un cane weimaraner per la testa di Tilley.
Stavolta la foto ritrae Cindy Sherman di profilo, su uno sfondo floreale che richiama i motivi di William Morris. La fotografa indossa un cappello piumato, una giacca sportiva a righe sopra una camicia bianca abbottonata e un naso finto proveniente dalla sua vasta collezione. Cindy porta un anello a forma di farfalla tempestato di gemme e, al posto del monocolo, ha in mano uno specchietto.
Dalla prima rivisitazione del fumettista Robert Crumb nel 1994, ci sono state 45 interpretazioni di Tilley e questa è la prima in cui il personaggio, anzichè inseguire una farfalla con lo sguardo, si esamina in uno specchio.