
( di Mauretta Capuano) “Non ho un’opinione precisa sul Padiglione russo alla Biennale Arte di Venezia. Bisogna distinguere, credo che non vadano sostenuti i russi che appoggiano Putin e mi sembra un buon segno sostenere i russi che combattono il regime”. Lo ha detto Emmanuel Carrere alla presentazione del suo libro ‘Kolchoz’ (Adelphi) in cui racconta la vita e gli ultimi giorni di sua madre, Hélène Carrère d’Encausse, storica della Russia e segretaria perpetua dell’Académie française, nell’Auditorium pieno fino all’ultimo posto, il 15 maggio al Salone del Libro di Torino. “Mi è capitato di recente di passare del tempo con amici ucraini che non sono affatto d’accordo neppure nel sostenere i cosiddetti russi buoni. E’ una cosa che comprendo. Gli ucraini non vogliono sentir parlare di russi buoni contro Putin. Per loro questi sono solo quelli che pensano che questa guerra sia una grande rottura di palle, ma non è così e non ne sono consapevoli” ha aggiunto Carrere.
“Nel libro aleggia un turbamento per la Russia di oggi che non mostra il suo viso più amabile. Ho amato profondamente la Russia, ho scritto due libri tra cui Limonov e fatto un documentario. Ora abbiamo la Russia di Putin che invade l’Ucraina, che mostra il suo volto più spaventoso e cinico e mi inquieta che una parte della popolazione sostenga Putin” ha spiegato Carrere.
Lo scrittore, applauditissimo all’incontro condotto da Concita De Gregorio -che ha ripercorso la sua genealogia familiare e ripreso aneddoti del libro legati alla famiglia di Carrere – ha anche raccontato di non essersi mai visto “come una persona felice. Scrivendo questo libro sono emersi i ricordi di infanzia con mia madre e sono tutti ricordi felici. Per un libro nato sotto il segno del lutto per la sua morte, può sembrare paradossale, ma grazie proprio a questa relazione posso dire di aver vissuto un’infanzia felice. Il libro ha tenuto questo tono della felicità che per me è stato difficile lasciare”.
Dopo il Salone, il libro sarà presentato il 28 maggio a Palazzo Grazioli a Roma.