
(di Giorgio Gosetti) Con ammirevole tempismo, quasi profetico, è da poco apparso nell’orizzonte dell’editoria digitale il lavoro di Giovanni Tonini e Cecilia Sandroni “2050 La guerra dei ghiacci”, presentato ieri a Roma con l’ammiraglio Cesare Fanton a fare gli onori di casa e Max Civili, giornalista e produttore indipendente, a condurre un vivacissimo viaggio nei territori della geopolitica e della cultural diplomacy che hanno nell’Artico l’ormai attualissimo scenario. La scommessa promossa, dalla piattaforma ItaliensPR ideata da Cecilia Sandroni e resa possibile dall’innovativa autogestione editoriale via Amazon (sulla via tracciata da Roberto Vannacci con l’exploit de “Il mondo al contrario”), nasce da un’intership di un gruppo di giovani ricercatori che per mesi hanno raccolto dati, informazioni, commenti sulla scena artica del prossimo futuro, resa oggi popolare grazie all’interventismo degli Stati Uniti di Donald Trump sul ruolo cruciale della Groenlandia.
Come è stato ricordato ieri dallo studioso e criminologo Giovanni Tonini, cui si deve tutta l’osservazione geopolitica e militare contenuta nel volume, si tratta di una partita internazionale che ha risonanze ben più ampie della contesa sulla grande isola danese posta sotto l’ombrello della Nato. Il progressivo e inesorabile disgelo della calotta artica, il fenomeno della riduzione del permafrost, la polarizzazione di interessi militari, politici e commerciali della “rotta artica” coinvolge ormai tutto il mondo occidentale e riguarda da vicino anche l’Italia, da tempo impegnata sul fronte della ricerca nell’area dell’estremo Nord e oggi specialmente coinvolta, come si è visto nella presentazione del recente rapporto parlamentare presentato dai nostri Ministeri degli Esteri, della Difesa e della Ricerca. Sono in gioco enormi interessi, la sorte e i diritti delle popolazioni locali, la trasformazione dell’ecosistema. Ecco perché questo volume collettaneo (con la bella prefazione dell’antropologo Federico Prizzi) è rapidamente diventato un manuale di riferimento e una spettacolare fonte di notizie che, grazie all’editoria digitale, si aggiorna in tempo reale. Come si è visto ieri tutto ciò coinvolge anche riflessi importanti sul fronte del Diritto (ne ha parlato con sincera preoccupazione il giurista Vincenzo Maria Scarano), della strategia militare, della tutela culturale di comunità antichissime a rischio di eclissi.
Se la competenza tecnica di Giovanni Tonini apporta al volume una inesauribile messe di osservazioni e domande a cui il prossimo futuro comune dovrà dare risposte, va segnalata la generosa propulsione al dibattito di Cecilia Sandroni che ha raccolto nei 19 densi capitoli del volume il tessuto di una sfida globale che ci riguarda ormai da vicino. Ne è simbolo l’immagine di copertina di “2050 La Guerra dei Ghiacci”: un iceberg galleggiante di cui vediamo emergere solo la parte visibile; ma è ormai essenziale prendere coscienza di ciò che si nasconde sotto il pelo dell’acqua: un gigantesco continente di nozioni sul passato e il presente dell’umanità in cui è racchiusa la profezia sul pianeta che abiteremo nel futuro prossimo.