
Editore, uomo di cultura e d’impresa, è morto a Firenze, all’età di 88 anni, Giovanni Gentile, fondatore nel 1976, insieme al padre Federico, della casa editrice Le Lettere di cui è stato successivamente presidente. Nato nel capoluogo toscano il 29 luglio 1938, era nipote del filosofo Giovanni Gentile, omonimo che nel 1932 aveva acquistato la casa editrice Sansoni, fondata a Firenze nel 1873.
La nascita de Le Lettere fu una scelta della famiglia dopo l’acquisizione della Sansoni da parte di Rizzoli e la sua successiva specializzazione nel settore scolastico. Ne Le Lettere fu attratto il catalogo ‘varie’ cui venne dato grande impulso, dalla narrativa alla poesia.
“Importante punto di riferimento dell’editoria italiana, interprete di una tradizione culturale che ha saputo custodire, rinnovare e tramandare nel tempo”, lo ricorda il ministro della Cultura, Alessandro Giuli. “Nipote del grande filosofo Giovanni Gentile – continua Giuli – ha raccolto e proseguito un’eredità intellettuale di straordinario rilievo, contribuendo attraverso il suo lavoro alla diffusione della filosofia, della letteratura e degli studi umanistici, e riconoscendo nel libro uno strumento essenziale di conoscenza e di libertà intellettuale”.
Dopo gli studi classici e la laurea in Lettere all’Università di Firenze, Gentile iniziò la sua esperienza nel mondo editoriale lavorando nei primi anni Sessanta in case editrici in Inghilterra e Francia. Poi era entrato alla Sansoni, dove ricoprì diversi incarichi fino a diventare direttore generale. Nel 1997 aveva partecipato alla nascita della casa editrice Liberal/Libri, nell’ambito della Fondazione Amici di Liberal, insieme, tra gli altri, a Ferdinando Adornato, Ernesto Galli della Loggia e Sergio Romano. Per il presidente della Toscana Eugenio Giani “la Toscana perde oggi un uomo di raffinata cultura e un editore illuminato che ha dato lustro alla nostra comunità. Non era soltanto l’animatore della casa editrice Le Lettere, ma un custode della memoria culturale fiorentina”. Numerosi gli incarichi ricoperti nel tempo. Era stato presidente di Confindustria Firenze, dal 2007 al 2011, accademico d’onore dell’Accademia delle Arti del Disegno, consigliere dell’Associazione Amici degli Uffizi e del Gabinetto scientifico letterario Vieusseux. Lapo Baroncelli, presidente di Confindustria Toscana Centro e Costa, parla di un “interprete generoso e appassionato delle esigenze della imprese”, di “uomo d’impresa di grande cultura” che ha presieduto l’associazione degli industriali fiorentini con dedizione ed equilibrio guidando il sistema produttivo locale con visione strategica, senso di responsabilità e capacità di fare squadra per la tenuta del tessuto imprenditoriale e la tutela dell’occupazione nel nostro territorio”.