
(di Mauretta Capuano) Non ci sarà una prolusione inaugurale sostitutiva a quella che avrebbe dovuto fare Erri De Luca al Festival Salerno Letteratura che si inaugura il 13 giugno.
“Abbiamo pensato che non avesse senso farne un’altra, come se fosse una seconda scelta. Occuperemo quello spazio io e il condirettore artistico Gennaro Carillo in un tentativo di rispondere alla polemica esponendoci anche all’obiezione, alla contestazione” dice all’ANSA lo scrittore Paolo Di Paolo, direttore artistico del Festival al centro di un acceso dibattito per l’assenza di Erri De Luca dopo le sue dichiarazioni su Israele, sionismo e genocidio in Palestina.
“Sarà un’occasione di riflessioni pubblica, anche magari mettendo in discussione le scelte, ma credo che non si possa parlare di esclusione, di censura in nessun modo. Sarebbe ingiusto. Certo se uno prende una decisione nella direzione artistica di un festival può sbagliare” sottolinea Di Paolo.
A cinquant’anni dalla scomparsa di Alfonso Gatto, il tema di questa edizione parte dal verso del poeta salernitano: “Il cuore desto avrà parole. Letteratura nei tempi inquieti’ su cui doveva essere incentrata anche la prolusione.
“Avevamo contemplato il rischio di confermare la prolusione, ma avrebbe potuto generare lo stesso tipo di polemica, non so se delle stesse proporzioni, a posteriori o immediatamente prima.
Sarebbe stata una delle prime uscite pubbliche o forse addirittura la prima di Erri De Luca dopo le sue dichiarazioni che hanno portato a contestazioni. Dall’inizio di Salerno Letteratura, quando era diretto da Francesco Durante che l’ha fondato, la prolusione fatta da uno scrittore o scrittrice apriva solennemente la manifestazione. Non è un evento tra 200, è quello che inaugura e quindi in linea con l’edizione. Inoltre, il testo viene pubblicato e distribuito gratuitamente” spiega il direttore artistico.
“Lo so perfettamente che è una scelta discutibile, è stata sofferta, condivisa tra noi. Abbiamo pensato a una soluzione di mediazione, mi rendo conto fallibile, abbiamo proposto a Erri De Luca, viste le polemiche, visto il rischio che tra l’altro si spostasse l’asse del suo incontro, di eliminare la prolusione e di fare un evento tra gli eventi del festival. Lui ha detto ‘me ne sto a casa’, lo comprendo e mi dispiace, ma era un modo per proteggerlo e non una diminuzio. La stessa Fondazione Gatto aveva manifestato in modo informale una certa perplessità. Tra l’altro avevo coinvolto Erri De Luca proprio perché sapevo che suo padre aveva un amore per la poesia di Gatto. Sarebbe stato messo in discussione proprio il congegno che dovrebbe far cominciare un festival, avremmo prodotto un effetto di attesa che poi sarebbe stata delusa”.
“D’accordo con l’organizzazione di Salerno Letteratura Festival nell’aver escluso Erri De Luca dalla cerimonia di apertura” la Fondazione Alfonso Gatto che scrive su Facebook: “piena solidarietà agli organizzatori per il coraggio e perché sotto attacco di moralisti ad orologeria, neofascisti e odiatori seriali”. Una “esclusione illiberale” viene invece definita in un’interrogazione al governatore Roberto Fico del gruppo di Fratelli d’Italia presieduto da Gennaro Sangiuliano. L’ex ministro della Cultura sottolinea: “sembra una decisione sovietica, è in gioco la libertà di parola”.
Dopo le defezioni di Paolo Flores d’Arcais e Roberto Cotroneo per solidarietà a De Luca temete altri forfait? “Anche Marco Lodoli non verrà per gli stessi motivi, ma non temo un effetto domino di defezioni. Mi ha molto colpito la posizione di MicroMega di cui è confermato l’evento. Flores d’Arcais non verrà ma la redazione e la vicedirettrice Cinzia Sciuto ci saranno pur non condividendo la scelta che il festival ha fatto.
È un segnale intelligente, si può trasformare magari questa occasione in un luogo di effettivo confronto. Anche Marino Niola, antropologo napoletano, ha confermato la sua presenza al festival come luogo libero di confronto, pur non condividendo l’assenza di De Luca. Posso dire provocatoriamente, anche un po’ ironicamente, non era improbabile che a ridosso della prolusione di De Luca – e di questo avevamo avuto qualche avvisaglia – che ci sarebbero state defezioni nell’altro senso”.
Di Paolo pone anche una questione che riguarda gli organizzatori culturali di fiere ed eventi. Ma come si fa oggi una mostra, una fiera non accendendo gli animi? “In un momento storico come questo qualche volta occorre prendere posizione e questo non significa in automatico censura, vuol dire avere un po’ di coerenza rispetto alla propria visione. Bisognerebbe mettersi qualche volta nei panni di un organizzatore culturale. Da Più libri Più liberi di Chiara Valerio all’ultima edizione della Biennale Arte ti trovi magari in buona fede a dover fare delle scelte, però urti delle sensibilità. Si è creata negli anni una sorta di polarizzazione nevrotica e si diventa bersagli di questo o di quel fronte”.