
SERENA BORTONE – LE DIRIMPETTAIE (RIZZOLI – 19,00 UURO, PAGINE 384) Un romanzo corale di donne, sullo sfondo di un’Italia che cambia dedicato dall’autrice “alle madri che mi hanno tenuta per mano”. La giornalista e conduttrice Serena Bortone ambienta la sua seconda opera di narrativa, Le Dirimpettaie, in un arco temporale che si estende dagli anni Sessanta al capodanno del nuovo milennio.
Davanti agli occhi di una bimba, poi ragazzina e adulta, scorrono i frammenti di alcuni dei fatti che cambieranno per sempre la società e la vita delle donne. “Mia madre e le sue dirimpettaie vivevano i loro primi anni Sessanta con compostezza. Eppure il pulviscolo di quella sfrenatezza – colpevolizzata, combattuta, perseguitata – restava nell’aria.
Percepivo che dietro le risatine, dietro le dichiarazioni scandalizzate, si nascondeva un tarlo. Le donne di quella generazione sapevano che c’era qualcosa oltre il focolaio domestico. La libertà”.
Non solo alcuni degli eventi pubblici come le occupazioni e manifestazioni femminili, i dibattiti. Ma anche accadimenti normali come quelli legati agli innamoramenti, ai dubbi, alle preoccupazioni. Poi è arrivato il ’68, e la rivoluzione sessuale. E la musica di Wagner: nel primo capitolo del libro Bortone introduce tre valchirie danzanti di cui parlerà dopo, Tina, Gabriella e Maria. “Sono in cucina, sul seggiolone di legno, e ho fame. Accanto c’è un giradischi a quarantacinque giri. È un oggetto con un coperchio rosso, mi incanta. Mia madre posiziona un disco, prende il braccio e accosta la puntina al vinile. Si innalza un suono poderoso, repentino, gli archi svettano, come una frustata al mondo. È Wagner, La cavalcata delle Valchirie. Le guerriere cantano acute, possenti, veloci, volano con gli eroi, padrone del cielo e della Terra”, scrive. E ancora: “Io non ho nemmeno un anno di vita e spalanco la bocca.
Sto imparando a mangiare. Tre vite che si incontrano su un pianerottolo di un condominio di Talenti e piano piano diventano indispensabili, l’una per l’altra, legate da un’amicizia quotidiana, fatta di confidenze, silenzi e osservazioni reciproche” Cresciute in un mondo che assegna ruoli rigidi alle donne, le tre amiche affrontano matrimoni spesso più di convenienza che sentimentali, maternità vissute tra dovere e ambivalenza, desideri repressi, tradimenti e improvvise fughe.
Intorno a loro si muove un Paese in trasformazione: il boom economico, la Dolce Vita, l’emancipazione femminile, il divorzio.
Serena Bortone ci regala tre donne indimenticabili, imprigionate in una vita dove il “buon matrimonio” non corrisponde a felicità. Gabriella rimugina e trova nei suoi pensieri la forza di scrollarsi di dosso un matrimonio stanco.
Maria sogna e ogni tanto sparisce. Tina scopre l’eros e decide di tenerselo stretto. A ogni costo. Le Dirimpettaie è un romanzo corale, vorticoso, irresistibile. Una storia che parla di noi, delle nostre madri, e di tutto quello che ci portiamo ancora addosso quando proviamo a scegliere la nostra vita.